Blitz nei silos pieni di mosto fuorilegge

L’ondata di sospetti è arrivata dal nord, da Verona, dove alcune carte sequestrate dagli inquirenti suggerivano collegamenti tra le aziende sotto inchiesta per l’adulterazione del vino e due società di Taranto, la «Vmc», ovvero Vini, mosti e concentrati, e Enoagri export, società che riforniscono i colossi del Nord che dominano il mercato del vino in brik. Il 31 gennaio scorso gli agenti della Forestale avevano scoperto che in alcuni silos della Vmc era in corso la fermentazione, che per legge dovrebbe terminare il 31 dicembre. Terminate le analisi del mosto però, la situazione si è fatta più grave: conteneva grandi quantità di acqua e zucchero. Ed è scattata l’accusa di adulterazione di sostanze alimentari. La richiesta di dissequestro è stata respinta.