Blitz nel quadrilatero della droga

Dietro i cartomanti c’era un traffico di droga. Era questa infatti una delle attività nelle quali l’organizzazione smantellata ieri nel corso di una maxioperazione dei carabinieri riciclava i proventi di un’attività di spaccio che fruttava parecchie centinaia di migliaia di euro. Un business interrotto ieri all’alba da circa 200 militari del reparto territoriale dei carabinieri, che nel corso dell’operazione Felix (dal soprannome del capo dell’organizzazione) hanno dato esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare a conclusione di un’indagine condotta a partire dal maggio 2005. Indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, che hanno consentito di individuare i numerosi componenti del gruppo criminale, tra i quali diversi incensurati.
Attraverso le intercettazioni si è avuta la possibilità di apprendere il modus operandi degli indagati, che utilizzavano termini in codice per dissimulare i reali contenuti delle conversazioni. Parole del tipo «posti al ristorante», «cartoline», «siamo in quattro», «un libro di cinque pagine», in relazione ai quantitativi commissionati, oppure termini quali «Valentina», «Giorgio», «sigarette», «cicoria», in riferimento ai diversi tipi di stupefacenti, cocaina, hashish e marijuana. L’organizzazione importava coca e hashish dalla Spagna e dai Balcani e poi la spacciava tra piazza Navona e piazza della Cancelleria. Un anno fa, gli investigatori arrestarono 25 persone tra cui tre carabinieri, due in servizio a Trastevere, il terzo presso un ministero: secondo le indagini, fondate in particolare su intercettazioni, i tre pubblici ufficiali erano molto «solerti» nel chiudere un occhio quando le indagini vertevano sul 38enne M. P., noto come Gatto Felix; i tre carabinieri inoltre tenevano contatti con alcuni membri del gruppo e tutti e tre pare conoscessero Felix. Nel corso di alcune intercettazioni due di loro fanno riferimento all’arresto di uno degli appartenenti al gruppo criminale. «Che fine fa quello?», dice uno dei due e l’altro risponde: «Quello va in direttissima e poi vediamo cosa si può fare». Proseguendo nelle indagini, i militari hanno poi scoperto, grazie anche a dei pedinamenti, che l’attività di spaccio continuava ugualmente, che la droga veniva stoccata in appartamenti del litorale romano, in particolare a Fiumicino; e che poi veniva spacciata a Primavalle compresa nel quadrilatero formato da via Pietro Bembo, via Alessi Ascalesi, via Federico Borromeo e via Michele Monelli: agli angoli del quadrilatero si disponevano, in funzione anti-forze dell’ordine, le vedette del gruppo, quasi tutti incensurati. A capo della gang due membri di un famiglia molto nota a Monte Spaccato per le sue attività criminali e da sempre impegnata nel traffico di droga.