Blitz notturno, la Liguria aumenta la benzina

L’assessore al Bilancio si accorge che i provvedimenti vanno pubblicati sulla Gazzetta ufficiale entro il 30 novembre. Ma venerdì c’è lo sciopero generale

Paola Setti

da Genova

Solo sette mesi dalla vittoria del centrosinistra ed è già successo di tutto. Gli ultimi due casi passeranno alla storia della Regione Liguria come record da non superare.
Prima una manovra fiscale come non se ne erano mai viste, supportata da una bugia come non ne erano mai state dette: «La giunta Biasotti ci ha lasciato in eredità un buco in Sanità di 400 milioni di euro» e invece, il Giornale lo ha svelato qualche giorno fa, erano la metà, solo 55, imputabili alla precedente giunta di centrodestra. Poi, questa è di ieri, la convocazione del consiglio regionale che dovrà approvare l’aumento delle tasse alle ore 00,30 di sabato mattina, e cioè venerdì prossimo di notte. Perché l’assessore al Bilancio, Giovanni Battista Pittaluga, s’è accorto solo all’ultimo che il decreto dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro il 30 novembre. Il tutto condito dalle varie ed eventuali. I grandiosi progetti del presidente Ds Claudio Burlando, per dire. Che da una parte porta al massimo Irpef e Irap, istituisce una tassa sulla benzina di 2,58 centesimi di euro, aumenta del 10 per cento il bollo auto e via così, senza tralasciare nulla, dalle rette universitarie al porto d’armi. Ma dall’altra annuncia che la sua Regione investirà in tre anni qualcosa come 150 milioni di euro, a esser maligni si potrebbe pensare che sono proprio l’incasso della manovra fiscale, ed è solo l’inizio.
«Sarà la Liguria di tutti» arrotava la erre in campagna elettorale, e vattelo a immaginare che intendeva proprio tutti-tutti, visto che vuole aprire «consolati» liguri nell’universo mondo: New York, Mosca, Shanghai, e perché no, Buenos Aires, l’America Latina è tutta da esplorare e anche l’Africa offre buone opportunità. Burlando non sarà magari mai più ministro, intanto però ha un ministro degli Esteri liguri, il consigliere diplomatico della Farnesina per le relazioni internazionali Federico Di Roberto. Poi ha creato un ufficio ad hoc, ci lavorano in undici fra dirigenti e impiegati regionali. Per il momento, la Liguria spende 20mila euro all’anno per un tizio che se ne sta in Bulgaria a procacciare collaborazioni commerciali e altri 20mila per un altro tizio che fa più o meno la stessa cosa in Libia. «Sembrano pochi danari, ma bisognerà vedere il ritorno, siamo fiduciosi» dice Laura Canale, responsabile Affari internazionali. Le altre Case Liguria? «Non ci sono atti formali, non è il momento». E non è solo decenza per i contribuenti di cui sopra. È anche che quei malfidati del centrodestra hanno iniziato a far le pulci alla giunta e ne han trovate un paio invero bruttine: 97mila euro, mica spiccioli, per una consulenza, una di quelle che tutti dicono a gran voce di voler tagliare ma che poi sul più bello sono inevitabili, all’Ucflor di Sanremo, il cui ex presidente è l’attuale assessore alla Floricoltura Giancarlo Cassini; ma dev’essere il caso. E 70mila euro a consulenti esterni «per studiare le strategie di sviluppo sostenibile del turismo subacqueo nel Mediterraneo», pare che l’Ente non avesse nessuno di abbastanza preparato.
Il «bugnone» più grosso però è scoppiato proprio sulle tasse. Prima la panzana sui conti della Sanità, ma Burlando non è Nixon e quindi a dimettersi non pensa. E adesso la notturna per le tasse. Non è stata indolore la decisione, ieri. Bisogna sbrigarsi, tanto più che alla svista dell’assessore sul termine del 30 novembre si aggiunge l’annuncio di An, Forza Italia e Lega Nord a tener inchiodata l’assemblea per oltre 30 ore.
Non resta che vedersi a mezzanotte e mezza. Perché nei due giorni precedenti il presidente dell’assemblea, il diessino Mino Ronzitti, sarà in viaggio istituzionale a Bruxelles e su una questione tanto delicata non ha alcuna intenzione di prestare la poltrona al suo vice della Margherita, al secolo Monteleone Rosario. E perché lui, Ronzitti, ci aveva provato a fissare la seduta il venerdì, ma è stato il pandemonio. C’è lo sciopero generale, quel giorno, e la Cgil non ha gradito neppure la convocazione alle 21: «Lo sciopero è indetto per l’intera giornata e sarebbe paradossale che si richiedessero prestazioni straordinarie ai dipendenti. Consideriamo azione antisindacale ogni tentativo di utilizzo di personale e adotteremo tutte le misure necessarie a tutela del diritto di sciopero». E allora «contrordine compagni», appuntamento nella prima mezzora del nuovo giorno, armiamoci di caffè e partite.