Blitz a Saxa Rubra, via i nomadi

È partito ieri lo sgombero del campo nomadi abusivo nel parcheggio di scambio di Saxa Rubra. Un altro passo del progetto di bonifica delle emergenze più palesi condotto a tappe forzate dal prefetto Achille Serra. C’è soddisfazione nel centrodestra. «Finalmente dalle parole ai fatti con il ripristino della legalità a Saxa Rubra», commenta il capogruppo di An del XX municipio, Ludovico Todini. «Ora il lavoro - prosegue - deve consistere in una costante vigilanza affinché non si riproponga lo stesso problema tra poco tempo». Anche se in una nota congiunta il consigliere comunale di An Federico Guidi e Marco Daniele Clarke, assessore ai Lavori Pubblici del XX municipio, gettano qualche ombra sull’operazione: «Anche in questo caso la domanda sorge spontanea. Che fine hanno fatto i rumeni trasferiti? Non vorremmo che come accade spesso in questi casi si mettesse solo una toppa ad un problema che oramai è divenuto endemico per la città di Roma visto e considerato che manca dall’amministrazione comunale una linea programmatica chiara e ben definita in materia». «La nostra prima denuncia sull’occupazione abusiva del parcheggio di scambio di Saxa Rubra - rivela invece il capogruppo della Dc per le Autonomie al Consiglio regionale del Lazio, Fabio Desideri - risale addirittura a 365 giorni fa: un anno di disagi infiniti per i cittadini e i pendolari».
Ma c’è chi è meno contento del blitz di ieri mattina. «Sono stato chiamato stamattina (ieri, ndr) per telefono da un rom kalderasha del campo di Saxa Rubra - racconta don Bruno Nicolini, del Centro Studi Zingari -. Mi ha avvertito che era in corso uno sgombero limitato al settore dove vivono i romeni. È una vergogna che il problema dei rom venga affrontato in questo modo». Cade dalle nuvole l’Opera Nomadi che, attraverso il suo presidente Massimo Converso, fa sapere di non essere stata neppure avvertita delle operazioni. «Da troppo tempo la prefettura sta andando avanti con questo piano irrazionale di sgomberi basato soltanto sulla repressione e sollecitato dai fax di protesta dei residenti - sostiene Converso -. Non è la prima volta che le associazioni e lo stesso assessorato ai servizi sociali vengono scavalcati in occasione degli sgomberi».