Blitz con scasso all’ufficio bonifiche: la magistratura apre un’inchiesta

Dopo le cimici trovate nell’ufficio del direttore generale, Giuseppe Sala, il Comune è finito di nuovo nel mirino. Questa volta un blitz nell’Ufficio bonifiche di piazza Duomo 21, dove nella notte tra giovedì e venerdì qualcuno si è introdotto forzando una finestra. I vigili, chiamati dai dipendenti, sono arrivati intorno alle 8.30 e hanno trovato la stanza (che fa capo al settore Ambiente dell’assessore Edoardo Croci) a soqquadro, alcuni schedari forzati e la fotocopiatrice accesa. Domani la polizia locale farà una relazione, e si potrà capire se e quali faldoni sono scomparsi o sono stati riprodotti. Dai primi controlli sembra che non sia sparito nulla. Sull’episodio indagano i carabinieri e la magistratura.
«Chi è entrato - considera il vicesindaco Riccardo De Corato - conosceva bene gli orari in cui passano di qui i vigilantes, almeno due volte a notte, alle 22 e all’una». De Corato evita per ora collegamenti fra il blitz nell’ufficio al quinto piano, su cui stanno indagando i carabinieri, e le carte sulla bonifica di Montecity-Santa Giulia, su cui c’è un’inchiesta in corso che ha portato all’arresto di cinque persone. Il vicesindaco ricorda che lì «ci sono fascicoli di anni e anni, ci può volere del tempo per avere un quadro esatto». Fa presente invece che il Comune ha un servizio di sicurezza «affidato a Sicuritalia che fa un controllo due volte per notte negli stabili dove abbiamo sedi, è un servizio che costa abbastanza».
È «preoccupante», denuncia invece il consigliere provinciale del Pd Roberto Caputo, «che in uffici così centrali e così importanti si possa entrare con grande facilità. Preoccupante la mancanza di efficienti sistemi di sicurezza». Per il capogruppo della Lista Fo, Basilio Rizzo, non sono esclusi collegamenti con l’inchiesta Montecity, dove «è possibile che i permessi per la bonifica delle aree non siano stati eseguiti secondo le regole, e il Comune non abbia sorvegliato a sufficienza».