Il blitz scatena i critici della dottrina-Ferrante

«Non prenderemo scorciatoie per Parigi, anzi. Faremo in modo che a Milano questi casi siano risolti con meno sociologia, più legalità e più polizia». L’assessore comunale alla Sicurezza Guido Manca prende di petto l’occupazione della palazzina di via Lecco e garantisce che non ci saranno sconti. «Non permetteremo - afferma - che ricominci la danza delle occupazioni abusive di immobili in città, col contorno dei coadiuvanti centri sociali. Abbiamo già chiesto al questore lo sgombero immediato dello stabile, se si indugerà ancora ad applicare la “dottrina Ferrante” dell’attendismo contemplativo, ci adopereremo con tutti i mezzi per liberare i cittadini della zona dall’ingombrante presenza degli abusivi». Strategia concordata dal vicesindaco Riccardo De Corato: «È necessario che prefettura, questura e carabinieri intervengano in modo sollecita e deciso. L’occupazione è conseguenza di quanto sta accadendo in via Cicco Simonetta, dove da diverse settimane un gruppo di immigrati egiziani continua a occupare uno stabile privato senza che ci sia stato alcun intervento da parte dell’ex prefetto». Non vorrei, ha concluso, «che in città si riaprisse una nuova stagione di illegalità messa in atto dai centri sociali, con l’alibi di trovare casa agli immigrati».
Si è detto «contrario alla logica del blocco e delle occupazioni, perché crea situazioni sulle quali è poi difficile fare interventi» il direttore della Casa della carità, don Virginio Colmegna. Bisogna evitare, ha aggiunto, «la logica dello scontro», mentre «servono interventi mirati e bisogna valutare le situazioni caso per caso. Alcuni rifugiati politici li abbiamo incontrati e molti sono nostri ospiti. Sull’asilo politico ci sono gravi carenze legislative». Il capogruppo della Lega in Regione, Massimo Zanello, chiede alle autorità «di procedere al più presto allo sgombero», perché «non intervenire per far cessare azioni del genere, del tutto illegali, può portare a conseguenze gravissime». Per Zanello «accondiscendere al lassismo buonista è forse una strada comoda per chi vuole evitare di compiere il proprio dovere, ma invece di aiutare questi stranieri rischia di peggiorare la loro situazione e soprattutto quella dei cittadini milanesi». La lista di chi se la prende con Ferrante si allunga col capogruppo lombardo di An, Roberto Alboni, che gli fa pure i «complimenti» perché, dice, «ha conquistato i suoi primi 100 voti: quelli degli occupanti di via Lecco. Ci spiace però rammentargli che i voti buoni sarebbero solo quelli degli amici “compagni” no global, ma con la fedina penale pulita».
Dice invece «no a soluzioni di forza», e chiede alle istituzioni di ascoltare l’invito, il consigliere lombardo del Prc Luciano Muhlbauer. Esprime «solidarietà a questi uomini e donne che hanno dovuto occupare uno stabile in centro per comunicare alla città la condizione disumana a cui sono costretti» e sostiene che «ora che l'inverno bussa alle porte hanno deciso di reagire e chiedere che qualcuno intervenga».