Blitz della sinistra per cacciare Petroni dalla Rai

da Roma

In Rai l’aria torna pesante. Anche la riunione del Cda di ieri, come quella dello scorso 8 agosto, non ha avuto luogo per mancanza del numero legale determinata dall’assenza dei consiglieri di centrodestra. Niente da fare, quindi, per la rimozione di Angelo Maria Petroni che Tommaso Padoa-Schioppa sta caparbiamente tentando di mettere in atto dall’11 maggio.
E dunque, archiviati i rumors interni all’azienda sugli spiragli per una soluzione concordata almeno con una parte dei consiglieri di opposizione, il presidente Claudio Petruccioli ha infine deciso per la prova di forza. La nuova convocazione è passata alla competenza del Collegio sindacale, che ha stabilito per la prossima riunione la data del 10 settembre alle 12, con una seconda convocazione il giorno successivo alla stessa ora. Una scelta che, come previsto, ha provocato la controffensiva dello stesso Petroni e di Mario Landolfi (An). Il primo ha inviato proprio ieri un’altra richiesta di bloccare l’assemblea al Tar del Lazio. Quanto al presidente della ommissione di Vigilanza, ha reso noto che convocherà all’inizio di settembre Petruccioli e Padoa-Schioppa a palazzo San Macuto. «Per chiarire - spiega Landolfi - che la rimozione del consigliere Petroni dal punto di vista giuridico non rientra certamente nella categoria degli atti dovuti e dal punto di vista politico in quella degli atti scontati». Inevitabile a questo punto che lo scontro si estenda alla Vigilanza. E infatti Giorgio Merlo, vicepresidente diellino della commissione, avverte che le audizioni di Petruccioli e Tps «dovranno essere decise dall’ufficio di presidenza della Commissione stessa, come si era deliberato nell’ultimo incontro prima della pausa estiva. È bene che almeno gli organi di garanzia, seppur di nomina parlamentare, restino tali anche in un momento per nulla edificante». Rimane in ogni caso la possibilità che Landolfi mantenga la promessa di sollevare un «conflitto di poteri» tra organi dello Stato davanti alla Corte Costituzionale.
Nel frattempo, i politici dei due schieramenti continuano a bersagliarsi a colpi di agenzie. E quando Stefano Pedica (Idv) dice: via le mani dei partiti dalla Rai, a cominciare da Petroni, viene naturale chiedersi: via le mani di tutti i partiti, o solo di quelli di centrodestra?