Blitz in Somalia: rapiti quattro operatori Onu

Tre dipendenti stranieri dell’Onu, accompagnati da un collega somalo,
sono stati rapiti da un commando mentre si recavano in un aerodromo situato in
prossimità della città di Wajid. Il distretto è controllato
dagli <em>Shabaab</em>, gruppo estremista islamico ritenuto il braccio
armato di al Qaeda

Mogadiscio - Tre dipendenti stranieri dell’Onu, accompagnati da un collega somalo, sono stati rapiti questa mattina da uomini armati nel sud della Somalia mentre si recavano in un aerodromo situato in prossimità della città di Wajid (250 chilometri a nordovest di Mogadiscio). Uomini armati hanno intercettato la loro auto mentre andavano a prendere un aereo dopo aver passato la notte in transito a Wajid. Il veicolo è stato trovato più tardi, abbandonato. I tre stranieri - uno di nazionalità keniana e gli altri due "occidentali" di non meglio precisata nazionalità - lavorano per il Programma alimentare mondiale (Pam) e il programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (Pnud), secondo la stessa fonte.

Al lavoro per liberarli Il rapimento è avvenuto alle 06.30 locali, le 04.30 italiane. "Ci sono sforzi in corso per ottenere la loro liberazione", ha dichiarato da parte sua all’Afp un capo locale di Wajid, Mohamed Moalim Hassan, secondo il quale le forze di sicurezza "seguono le tracce dei rapitori". "Si pensa che (i rapitori, ndr) siano miliziani locali scontenti dei recenti reclutamenti da parte delle organizzazioni di aiuti" ha aggiunto il capo locale. L’impressione, stando ad indicazioni che arrivano dal campo, è che il rapimento possa infatti risolversi in tempi molto brevi. Se così non fosse, sarebbe molto grave anche logisticamente, poichè Wajid è l’unico aeroporto dell’area centrale e meridionale della Somalia che l’Onu utilizza per le sue missioni: quello di Mogadiscio è ancora di fatto chiuso. Wajid si trova nel distretto di Bakol, che è controllato dagli Shabaab, gruppo estremista islamico ritenuto il braccio armato somalo di al Qaeda.