Blitz alla villa di Bonifaci, azione di esperti

Una rapina non andata a buon fine. Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo la tentata irruzione di quattro uomini, avvenuta alle quattro di mattina di martedì scorso nella villa del costruttore ed editore del quotidiano Il Tempo, Domenico Bonifaci, non avrebbe le caratteristiche di un tentato rapimento, anche se al momento non si esclude alcuna ipotesi.
Quattro uomini, descritti dallo stesso Bonifaci e dai suoi familiari con uno spiccato accento di un paese dell’est Europa, hanno tentato di entrare nella sua abitazione di via Pirzio Biroli, nella zona Cassia, dopo aver immobilizzato i vigilantes che, all’ interno di un gabbiotto esterno alla villa, controllano giorno e notte l’edificio dell’editore, nella zona nord della capitale.
I malviventi, che erano armati e indossavano cappucci per coprire i volti, hanno scavalcato il cancello e poi si sono diretti verso l’abitazione. Bonifaci, in casa con la compagna e la figlia di lei di dieci anni, ha sentito rumori sospetti, forse provocati dal tentativo dei banditi di forzare una porta non corazzata e, utilizzando un citofono interno, è riuscito a dare l’allarme chiamando il telefono all’interno della guardiola dove però i balordi avevano precedente neutralizzato i due vigilantes, colpendoli con il calcio delle pistole e immobilizzandoili con il cavo dell’antenna tv. È bastato lo squillo insistente del telefono della guardiola a far capire agli aggressori che qualcosa era andato storto e a metterli in fuga. Sull’episodio indagano i magistrati della Direzione distrettuale antimafia. I ladri non hanno portato via nulla dall’abitazione dell’imprenditore.
I carabinieri ritengono comunque che si sia trattata di un’azione ben studiata, messa in atto da un gruppo armato che aveva preparato e pianificato da tempo l’irruzione. Nella strada immersa nel verde a pochi metri da via di Grottarossa, una via abitata da vip e imprenditori, già in passato c’erano state altre rapine, spiegano da via in Selci, ma «mai azioni così spregiudicate». Il tipo di tecnica utilizzata dai malviventi farebbe propendere per un colpo pianificato. Al momento l’ipotesi investigativa più accreditata resta quella della tentata rapina ma sia i carabinieri sia magistrati della Dda, continuano a non escludere altre ipotesi, compresa quella del tentativo di rapimento.