Bloccate le donazioni a Wikileaks Bank of America ferma Assange

Anche Bank of America, dopo Visa e Mastercard, blocca tutte le transazioni finanziarie a favore del sito di rivelazioni

Washington - Anche Bank of America, dopo altri istituti finanziari come Mastercard, Visa e Paypal, ha annunciato oggi che bloccherà tutti i processi di transazione finanziaria a favore di Wikileaks, il sito di Julian Assange che in questi giorni sta pubblicando migliaia di documenti riservati della diplomazia americana, mettendo a rischio tutto il sistema di relazioni internazionali. L’annuncio arriva all’indomani della conferma della prossima pubblicazione di dati sensibili che potrebbero creare grave imbarazzo ai vertici della banca Usa. L’istituto di credito ha spiegato con un comunicato che Wikileaks "potrebbe essere impegnato in attività che sono, tra le altre cose, in contraddizione con la politica interna dei processi di pagamento" della banca. Raggiunto telefonicamente dall’Associated Press, il portavoce di Bank of America, Scott Silvestri, non ha voluto fornire commenti sull’iniziativa dell’istituto. Immediata è stata la reazione dei collaboratori di Assange, che con un post su Twitter hanno invitato tutti i sostenitori di Wikileaks a interrompere ogni rapporto con la banca. "Chiediamo a tutte le persone che amano la libertà di chiudere i loro conti in Bank of America", è stato scritto.

Assange contro le banche In un’intervista concessa alla Cnbc, ieri Julian Assange aveva confermato che il suo sito pubblicherà nelle prossime settimane alcuni documenti riservati dell’istituto finanziario. Al magazine Forbes, il fondatore di Wikileaks aveva già detto il mese scorso che i nuovi cablo avrebbero portato alla luce "pratiche non etiche" all’interno del colosso bancario americano. Nei giorni scorsi, sostenitori di Assange avevano lanciato cyber-attacchi contro il sito internet della procura svedese, il sito e la posta elettronica dell’avvocato delle due donne svedesi all’origine della denuncia per "violenza e aggressione sessuale". Un gruppo di pirati informatici, denominato "Anonymous", aveva lanciato inoltre un vasto attacco coordinato contro i siti di PayPal, Visa e Mastercard, colpevoli di avere bloccato le transazioni finanziarie a favore di Wikileaks. Assange è stato rilasciato giovedì dal carcere britannico di Wansdworth, dove era detenuto dal 7 dicembre, dopo il pagamento di una cauzione. L’hacker australiano ha confessato alla stampa di essere preoccupato perché la sua estradizione verso gli Stati Uniti appare "sempre più probabile". Il fondatore di Wikileaks, in realtà, rischia anche di essere estradato in Svezia, dove è ricercato per il reato di stupro. Il prossimo 11 gennaio i giudici britannici fisseranno il giudizio sulla sua estradizione.