«Bloccati i corsi degli operatori sanitari»

Alla già difficile situazione nella quale si dibattono le strutture ospedaliere di Roma e del Lazio, a causa dei pesanti tagli già effettuati dalla Regione e in vista di quelli futuri, si aggiungono i problemi della cronica carenza di personale infermieristico. Nei mesi scorsi finì sotto i riflettori della cronaca la paradossale situazione dell’ospedale Sant’Eugenio dove alcune sale operatorie erano costrette all’inattività, con decine di chirurghi che si giravano i pollici tutto il giorno a causa della mancanza di infermieri.
Ora un nuovo allarme dello stesso genere viene lanciato dal Coordinamento regionale dei Collegi provinciali del Lazio Ipasvi (Infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici di infanzia) che chiama in causa gli assessori regionali alla Formazione professionale Silvia Costa e alla Sanità Augusto Battaglia.
Della questione si sta occupando Cesare Cursi, vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, oltre che responsabile nazionale del Dipartimento sanità di Alleanza nazionale. «I responsabili degli assessorati - sostiene Cursi - non hanno rispettato le promesse fatte nel difficile ma delicato settore del personale infermieristico e dell’assistenza dove, alla carenza già drammaticamente presente a Roma e nel Lazio, si aggiunge anche quella del personale di supporto nei servizi e nei presidi sanitari».
Nella lettera di denuncia presentata ieri a Costa e Battaglia dal Coordinamento Regionale dell’Ipasvi, si parla delle lungaggini burocratiche che stanno bloccando i corsi per operatori dei servizi sanitari (Oss) e nonostante i bandi relativi siano scaduti da oltre nove mesi nulla è accaduto. «È questo un fatto grave - sottolinea il senatore di An - che impedisce agli infermieri professionali di poter contare nell’aiuto del personale di supporto tenendo presente che la carenza di personale infermieristico professionale si aggira intorno ai 7.000 addetti».
«Come è possibile - chiede, in proposito, Cursi - pensare di garantire le prestazioni di qualità senza avere personale qualificato per svolgere tali prestazioni? È necessario pertanto intervenire con la massima urgenza per avviare immediatamente i relativi corsi sia di riqualificazione sia quelli con riferimento alle 1.000 ore. Sarà poi necessario chiarire una volta per tutte la vicenda relativa alla richiesta dell’assessorato alla Sanità del Lazio rivolto alle aziende ospedaliere, alle Asl e agli istituti di ricerca, cura e ricovero di “soprassedere momentaneamente” dall’intraprendere iniziative volte ad accertare l’iscrizione ai rispettivi albi professionali di quel personale sanitario che per legge è obbligato a tale iscrizione».
«Non ci interessano - fa notare ancora Cursi - i problemi di qualche organizzazione sindacale (forse la Cgil?) che ritiene di vedersi privata di non si sa bene quale autorità, potendo invece contare su qualche “amichevole e interessata protezione” di fronte al rispetto degli obblighi dipendenti dalla legge 43/2006. È ora di intraprendere un percorso serio e trasparente - conclude l’esponente di An - per garantire qualità ed eccellenza nel lavoro quotidianamente svolto con impegno e dedizione dagli infermieri professionali e dagli operatori sanitari che, ancora una volta, chiedono un sostegno vero, concreto e il rispetto degli impegni assunti da parte delle autorità regionali».