Blocco del 26, Meazza off limits Nessun «corridoio» per i tifosi

Tra due settimane altra domenica a piedi. Niente deroghe neanche per chi si reca allo stadio da fuori città

Marcello Chirico

Domenica scorsa l’hanno fatta franca, ma il 26 febbraio non succederà più. Stiamo parlando (ancora una volta) dei tifosi dell’Inter, e in particolare di quelli con residenza fuori Milano, i quali, in occasione dell’incontro col Chievo - disputato in concomitanza col blocco del traffico -, hanno potuto raggiungere lo stadio Meazza transitando attraverso due corridoi stradali creati appositamente per loro. Corridoi che il 26 febbraio (quando si giocherà Inter-Udinese, ndr) non ci saranno più, ordine del governatore (milanista) Roberto Formigoni. «Perché - è stata la spiegazione - le leggi della Lombardia valgono per tutti». Tifosi di calcio compresi. «Questo nuovo blocco del traffico - ha aggiunto il governatore - è stato programmato da tempo, per cui non vale la scusa, come domenica scorsa, che la decisione era stata presa solo tre giorni prima della partita e non ci si poteva organizzare. I tifosi che arriveranno da fuori potranno utilizzare il treno oppure dotarsi di mezzi ecologici: se un tifoso si reca allo stadio con una macchina elettrica, a metano o comunque non inquinante, nessuno lo bloccherà». Siccome però questo tipo di mezzi non ce l’ha quasi nessuno, e i pullmann dei club non sono tutti modello Euro 4 (quelli di nuova generazione e, come tali, poco inquinanti), il problema si pone.
Resta sempre la possibilità di un posticipo serale del match, sollecitato ieri proprio da Formigoni («ho scritto una lettera al presidente nerazzurro Facchetti e a Galliani affinché la Lega prenda in considerazione quest’ipotesi: domenica sera ho assistito alla partita dell’Armani basket il cui orario era stato spostato alle 21: posso assicurare che il palazzetto era pieno di tifosi e ben caldo, con una nutrita presenza anche di tifosi arrivati da Napoli»), ma sarà dura considerata la spada di Damocle dei diritti tv che pende sul campionato e che ha già impedito lo spostamento serale di Inter-Chievo.
La chiusura dei corridoi non determinerà neppure problemi di ordine pubblico (già accaduti durante altri blocchi, coi transennamenti travolti dai supporters), «poiché - spiega - la Polizia ha i mezzi per impedirli. Ho parlato della questione con prefetto Lombardi, uno che di queste cose se ne intende, e mi ha negato che possano verificarsi problemi di questo tipo».
L’assessore regionale all’ambiente Zambetti ha poi annunciato che, a partire da venerdì prossimo, entrerà in azione una nuova squadra anti-smog dell’Arpa che metterà sotto tiro i veicoli commerciali sospettati di essere fuori norma, ai quali verrà impedita la circolazione. «Servirà - ha spiegato il governatore - a rilevare l’esistenza di contravventori e a lanciare un forte segnale a tutti affinché si adeguino, soprattutto in un momento come questo». Con l’aria che, nonostante l’ultimo blocco, è sempre pessima. «Ma la Regione è pronta a intervenire non appena la situazione lo richiederà», ha tenuto a precisare Formigoni. Che si è poi congratulato per «l’alto senso civico dimostrato domenica scorsa dai cittadini, dimostrando come la gente abbia capito meglio di qualcun altro i motivi del blocco. Senso civico significa rispettare le leggi ma anche modificare comportamenti quotidiani. La Regione sta comunque facendo il possibile per fronteggiare l’emergenza continuando anche la collaborazione con l’Istituto di Ispra per la verifica di soluzioni per combattere l’inquinamento. In questi mesi sono arrivate centinaia di proposte da parte di aziende e pronti a testarle, puntando molto sulla creatività dei lombardi, ma ricordo pure che, nel mondo, non sono stati finora brevettati sistemi nuovi per abbassare la concentrazione di inquinanti».
C’è stato spazio pure per una polemica con Assoedilizia, la quale ha accusato l’amministrazione regionale di non averla coinvolta nelle ultime riunioni della «cabina di regia sull’ambiente»: «Era stata rappresentata da Confindustria che ha approvato il blocco - la risposta di Formigoni -: non possiamo avere fisicamente presenti tutte le associazioni, altrimenti le riunioni dovremmo tenerle in piazza Duomo. Siamo aperti al dialogo, mentre potremmo decidere senza ascoltare i pareri di nessuno». «Confindustria non ci rappresenta» la controreplica del presidente di Assoedilizia, Colombo Clerici.