Blocco dell’autorità giudiziaria sulle webcam di Tursi

(...) dalle nuvole quando gli viene chiesto qualche dettaglio sulla vicenda. Addirittura sembra non conoscere il problema: «Sulla gestione informatica del sito posso avere delle competenze ma sui contenuti no. Per quelli dovete chiedere all’assessore Farello o all’assessore Scidone». Terzo contatto, quello dell’assessore comunale con delega alla polizia municipale Francesco Scidone. Anche lui non sembra a conoscenza del problema ma riesce a fornire delle risposte: «Tutte le telecamere restano in visione al Comando operativo della polizia municipale che può continuare a controllare il traffico in città, ma mi viene riferito che il servizio è stato sospeso per richiesta della magistratura - racconta Scidone -. Il motivo lo ignoro, saprà essere più esaustivo l’assessore Farello che è competente in merito».
Tralasciando il balletto di responsabilità, la sostanza non cambia. La magistratura ha bloccato per venti giorni un portale di servizio all’utenza ma nessuno sembra saperne il motivo. Potrebbe trattarsi di indagini legate ad una inchiesta per attività terroristica come ad un traffico di droga: in fondo, con il sistema delle webcam, ognuno può controllare in tempo reale il passaggio di tutte le vetture che transitano su Genova.
Se così fosse, però, perché dopo le denunce a mezzo stampa e televisivo grazie al telegiornale di 7 Gold- Telecity, ieri mattina le telecamere sono state rimesse in funzione? Potrebbe anche trattarsi di un provvedimento legato alla violazione della privacy dietro, magari, al ricorso di qualche cittadino. Non è nemmeno da escludere che sia la stessa polizia municipale ad avere deciso di bloccare le telecamere.
Difficile ieri riuscire a contattare il comandante della polizia municipale Roberto Mangiardi impegnato fino a tarda sera in una riunione per la gestione del dopo alluvione. Tutte le ipotesi, dunque, rimangono sul piatto. Ma perché la magistratura avrebbe deciso di spiare tutti i genovesi?