Il blocco delle vecchie auto? Ha fatto aumentare lo smog

Sembra paradossale, ma da quando è scattato il divieto di circolazione per le auto più inquinanti, i livelli di Pm10 sono saliti. Lunedì le centraline misura smog registravano concentrazioni delle polveri tra i 70 e i 90 microgrammi per metrocubo o poco più. Martedì invece hanno superato quota 100 microgrammi, il doppio del limite consentito dall’Unione europea. Di conseguenza il blocco totale del traffico ipotizzato per domenica sembra ormai cosa certa. È inevitabile. Il filotto delle giornate fuori legge è salito a 14 e, secondo i tecnici dell’agenzia Arpa, è altamente improbabile che ci possa essere una repentina inversione di tendenza sulla qualità dell’aria. Lo sciopero dei mezzi di ieri non avrà certo contribuito a diminuire il numero delle auto in circolazione. Diligenti invece gli automobilisti: su migliaia di controlli alle auto, le 140 pattuglie messe in campo dalla Polizia locale hanno scovato solo una trentina di furbetti in una giornata. «Nessuna città in Italia ha mai affrontato il problema dell’inquinamento così di petto - fa notare il vicesindaco Riccardo De Corato - ma non bisogna credere che le misure anti-traffico, da sole, possano rappresentare la soluzione del problema».
Se Milano va verso il blocco, sembra ancora incerta la situazione negli altri comuni dell’hinterland. Monza non aderirà alla domenica a piedi. E con tutta probabilità nemmeno Segrate e gli altri comuni vicini. Sesto San Giovanni, attraversata da due autostrade e una tangenziale, non si è ancora pronunciata con chiarezza ma, al di là del singolo stop alle auto, chiede «interventi concordati fra Milano e tutti i comuni limitrofi». Per questo ieri il sindaco Giorgio Oldrini ha riunito i colleghi dell’hinterland. Tutti chiedono, in un unico coro, che Milano non decida più «in solitaria» sui blocchi. Dal canto suo, il Comune di Milano risponde che ha solo voluto rispettare l’autonomia di ogni singolo sindaco. L’occasione per confrontarsi su eventuali azioni comuni sarà oggi in Regione Lombardia, dove è stato convocato il secondo tavolo sull’ambiente della stagione. Tavolo a cui la Regione farà da regia e da coordinamento, senza tuttavia prendere il posto dei sindaci nelle decisioni.
Intanto, dal tavolo degli esperti della salute convocato dall’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna, arriva la diagnosi: «L’aria è sì inquinata - spiega Landi - ma da qui a dire che viviamo in una camera a gas ne corre». Lanciando un messaggio al tavolo di confronto di oggi al Pirellone (a cui prenderanno parte comuni, enti locali, aziende di trasporto e sindacati), i medici chiedono «provvedimenti corali» per abbassare realmente le polveri. «Quello che ci spaventa - spiega Landi - non è tanto il Pm10, che al massimo arrossa la laringe, quanto le polveri più sottili che si stanno rivelando ben più pericolose per la salute».
Intanto gli ambientalisti stanno organizzando una messa in scena di fronte a palazzo Marino: un enorme colpo di tosse collettivo «per dare la sveglia alle istituzioni che, nonostante lo straordinario risultato della raccolta firme per il referendum sull’ambiente, ancora non si impegnano in seri interventi strutturali». Il referendum, con tutta probabilità, sarà ad aprile.