Il blocco Ecopass non ferma le polveri

Niente da fare. Nemmeno ieri l’aria è migliorata. Le polveri sottili non hanno lasciato tregua, attestandosi ancora una volta oltre i livelli consentiti (64 in Città Studi, 74 al Verziere, 87 in via Senato). La collezione di giornate consecutive con l’inquinamento fuori controllo è salita a 20 e in tutto il mese di gennaio sono stati soltanto tre i giorni di aria buona (o quanto meno tollerabile).
Questo significa che proseguirà almeno per altri tre giorni il divieto di accesso nella cerchia dei Bastioni delle auto che normalmente pagano Ecopass: per revocare lo stop infatti servono almeno 72 ore consecutive con le polveri sottili entro i limiti. E per ora Milano è lontana dall’obbiettivo: i dati rilevati dalle centraline antismog sono lievemente migliorati, ma non ancora abbastanza.
Domenica - ormai appare scontato - la città tornerà a fermarsi, come già ha fatto la scorsa settimana per dieci ore consecutive. Stavolta però ci saranno regole meno rigide. Ad esempio: il Comune concederà più permessi per circolare e decreterà sì il blocco totale del traffico ma con orari più morbidi. Il sindaco Letizia Moratti ha parlato di «blocco flessibile» e spiegherà cosa intende per «flessibile» nell’ordinanza che firmerà tra domani e dopodomani. Insomma, il piano anti smog del Comune non fa nessuna retromarcia, ma verrà applicato fino in fondo. Per dire se sarà stato efficace o no, bisognerà aspettare fino a marzo. «Il consuntivo - spiega il sindaco - lo si potrà fare quando ci avvieremo a un periodo nel quale le concentrazioni normalmente si riducono e si potrà vedere complessivamente se quest’ultima ordinanza, che è integrata ad altre misure, ha portato a un ulteriore miglioramento».
Gli automobilisti dovranno fare ancora qualche sacrificio. A riconoscere le difficoltà a circolare è lo stesso presidente della Provincia Guido Podestà: «È complicato - ammette - perché chi paga l’Ecopass si trova nelle condizioni di non poter più arrivare a casa propria in certi orari. Obiettivamente è una situazione che crea qualche disagio. Capisco anche la necessità, nel momento in cui abbiamo un Pm10 a quei valori, di tentare qualcosa. Ci si sono messe anche le condizioni atmosferiche. Dovevamo avere neve da giovedì ma ci sono state solo quattro gocce d’acqua. Quindi siamo in una situazione difficile anche perché certi parametri imposti dall’Europa prescindono dalle caratteristiche del territorio».