Il blocco funziona a metà: lo smog resta oltre i limiti

La Regione è soddisfatta del risultato. «Grazie alla domenica a piedi, nelle zone critiche di Milano-Como-Sempione, Bergamo e Brescia le concentrazioni di polveri sottili sono diminuite». È successo anche in città, dove il Pm10 (le polveri sottili) è sceso del 20 per cento, restando però al di sopra della soglia di attenzione.
La centralina dell’Arpa in via Juvara ha registrato una media giornaliera di 75 microgrammi al metro cubo di polveri, una volta e mezzo il limite. «Ma l’importante era invertire la tendenza - ricordano al Pirellone -. Nel complesso, l’intera zona critica di Milano-Como-Sempione è scesa sotto quota 50 microgrammi, e questo nonostante le pessime condizioni del tempo, molto sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti».
Per affrontare il problema, Roberto Formigoni è tornato a chiedere al governo poteri speciali in tema di ambiente. «Entro due mesi - ha detto il presidente della Regione ieri, al tavolo con il sottosegretario Enrico Letta - la Lombardia sarà pronta ad aprire il negoziato con il governo sul federalismo. La piattaforma lombarda punta ai pieni poteri anche in materia di ambiente. Come li useremo? Impedendo l’immatricolazione dei veicoli più inquinanti» in un’area, ha ricordato il governatore, penalizzata da caratteristiche climatiche che favoriscono l’accumulo degli inquinanti.
Lo dimostrano i dati. A Milano il Pm10 viaggia oltre la soglia critica ininterrottamente da sedici giorni. Lo stop ai veicoli di domenica ha riportato i valori sotto la soglia solo in provincia (Vimercate e Arese), dove si partiva da valori più bassi rispetto alla città. Se il blocco a Milano non ha funzionato del tutto - è il commento di molti cittadini - è per colpa delle troppe auto che circolavano, sfidando i divieti. Dal blocco erano escluse le macchine più recenti (Euro 4) a benzina e diesel, queste ultime solo se dotate di un apposito filtro «ferma polveri». «Si tratta di veicoli con emissioni vicine allo zero, risparmiate dal blocco anche lo scorso inverno» ricorda la Regione. Sotto accusa sono finiti anche i vigili. «In giro non si vedevano, per questo molti si sono messi in strada anche se non avevano l’auto ecologica» hanno protestato politici e semplici cittadini.
I ghisa replicano ricordando che le pattuglie in servizio erano le stesse delle altre domeniche a piedi. Sono calati, però, i controlli. Nelle dodici ore del blocco gli agenti hanno fermato 4.411 macchine, metà di quelle controllate durante le giornate a piedi dello scorso inverno. I vigili non sono stati aiutati dalle deroghe (con le Euro 4 in strada diventa più difficile pescare e bloccare furbi) e dai tempi ristretti con cui è stato deciso il fermo.
Non era la prima volta che la Regione annunciava il blocco a 48 ore dall’inizio dei divieti. Stavolta, però, alla vigilia si era parlato molto di ticket e targhe alterne, spiegando a gran voce che non ci sarebbero stati provvedimenti a breve. Si trattava inoltre del primo blocco della stagione che, statisticamente, segna sempre un grado minore di rispetto (il 13 novembre del 2005, primo stop dello scorso inverno, erano state fatte 1.513 multe, il doppio di domenica). Anche il Comune ha contribuito ad aumentare la confusione, mettendo sul suo sito internet un’ordinanza (sbagliata) che parlava di «corridoi» aperti al traffico per i tifosi diretti a San Siro. Ordinanza ripubblicata sabato alle 12.30, senza sconti per i tifosi.