Il blog più letto da Obama ceduto per 315 milioni

Il gigante di internet Aol ha acquistato l’<em>Huffington Post</em>, sito di
news tra i più cliccati al mondo: 25 milioni di visitatori al mese. La
giornalista che l’ha fondato investendo un milione resterà alla guida
della sua creatura

America on line (Aol) è il più grande provider di Internet del mondo con 23 milioni di utenti ma è anche tra le società più bulimiche in fatto di acquisizioni. E quella annunciata ieri dell’Huffington Post, un sito a metà tra il blog e l’informazione, pagato 315 milioni di dollari è solo l’ultima di una lunga serie. Tra le società finite nell’onnivora pancia di Aol ci sono nomi importanti come Netscape. Il primo browser di Internet fu comperato nel 1999 per 4,2 miliardi di dollari. Anche in quel caso ci fu un milionario neppure trentenne, e non una sessantenne di lungo corso come è appunto il fondatore dell’Huffigton Post, Arianna Huffington. Si trattava di Marc Adreessen, che è stato anche il primo golden boy del web. Il quale, ritrovatosi seduto su una montagna di dollari, ha pensato bene di investirli in altre web company tra cui le più note sono Twitter e Facebook. Ma è nel settore media che Aol ha battuto ogni record. Sua è stata la madre di tutti gli acquisti (sbagliati) nel momento di massimo splendore della bolla speculativa di Internet. Nel 2000 l’Internet provider comperò infatti Time Warner per 164 miliardi di dollari con l’obiettivo dichiarato di diventare e la più grande società media del mondo. La fusione non funzionò e la mitica Cnn fondata da Ted Turner tornò indipendente alcuni anni dopo. In realtà anche con Netscape le cose non sono andate bene: Aol ha chiuso la società nel 2008 lasciando il campo libero ad altri browser.
Ma il sogno di diventare una grande società media continua. Ed ecco dunque spiegato il motivo dell’acquisizione dell’Huffington Post che è tra i siti di informazione a stelle e strisce più autorevoli, con circa 25 milioni di visitatori unici al mese. La mossa, ha spiegato Aol in una nota, darà vita ad un gruppo media che avrà complessivamente 117 milioni di visitatori al mese negli Usa e 270 milioni a livello globale. Le redini del nuovo super media resteranno nelle mani di Arianna Huffington, integrando i contenuti di Huffington Post con la rete di siti Aol, puntando in particolare su iniziative video, approfondimenti locali, una diffusione internazionale e distribuendo i contenuti su ogni piattaforma dal web ai cellulari e tablet. Ma come giudicano gli esperti questa integrazione? Secondo il Wall Street Journal si tratta di una «pazzia» perché il prezzo pagato è troppo alto. «The Huffington Post prevede ricavi per 50 milioni di dollari quest’anno, e questo significa - scrive Wsj- che Aol ha pagato il sito sei volte il fatturato». Una buona notizia però c’è: se l’acquisizione dell’Huffington non dovesse funzionare Aol avrebbe sborsato un prezzo pari a soltanto un terzo del suo ultimo accordo «flop». L’ennesimo cattivo affare si chiama Bebo: un sito di social network pagato da Aol 850 milioni nel 2008 e rivenduto nel giugno scorso per (pare) meno di dieci.