Le Blu Area non nascondono il degrado

Francesca Camponero

Mesi fa, prima del periodo natalizio, il nostro giornale pubblicava una fotografia di una carcassa di un furgone sotto Ponte Caffaro, in cui giacevano come materiale di rifiuti un divano letto logoro e altri oggetti di arredamento consunti, e questo per segnalare al nostro Comune che si curasse di provvedere alla rimozione di quanto.
Beh, sono passati più di tre mesi è il furgone in questione è ancora lì con tutta la sua «piramide» sovrastante.
Viene da chiedersi se in una strada in cui si sta facendo ferro e fuoco per curarsi di Aree Blu e annesso silos di prestigio non ci si debba però curare del degrado circostante.
Certo la rimozione del veicolo avrà un piccolo costo per il Comune, ma si ritiene che con quanto è in progetto per le Aree Blu le tasche comunali si riempiano almeno per provvedere a qualche opera di pulizia!
Ovviamente il caso del furgone di Via Caffaro non è isolato. È davvero uno spettacolo che rasenta l'esilarante vedere in via Adamoli, proprio sotto il capannone di Molinari Arredamenti, una discarica abusiva di vecchi armadi, pensili da cucina, letti provvisti di materassi sporchi, che fa sfoggio di sé indisturbata ai piedi di uno dei mobilifici più rinomati della città.
Nessuno crede che i proprietari della ditta Molinari non abbiano fatto presente la cosa, ma si sa il Comune ha sempre da pensare a qualcosa di più urgente a cui far fronte.