«Blue e Joy»: metafora della vita che gioca tra grafica e sarcasmo

L’esposizione è la quinta tappa di un progetto artistico che coinvolge Roma, Barcellona, Ibiza e New York

Sergio Rame

Blue e Joy. Icone di due «characters» di pezza che s'incontrano per caso e danno vita a una serie episodica di disavventure. Dopo aver esposto con successo a Barcellona e Roma, i giovanissimi Daniele Sigalot e Fabio La Fauci - alter ego di Blue e Joy - approdano, fino al 30 giugno, allo Spazioinmostra di via Cagnola (02-3310.5921) nella quinta tappa di un progetto artistico che li porterà anche a Ibiza e New York.
Figli ideali della comix art, i due giovani artisti sono diretti discendenti della pop art con un collegamento fisso con Wharol e Lichtenstein e una continua - ma sana - competizione con il fenomeno Takashi Murakami. La mostra, «The discouraging adventures of Blue and Joy», nasce su un pezzo di carta. Solo in un secondo momento passa alla tela, per poi diventare un libro, un sito internet, una serie infinita di gadget e pupazzi. Vivono spensieratamente su supporti differenti e con linguaggi eterogenei. Le scoraggianti avventure di «Blue and Joy» non finiscono mai con l'happy end. I due protagonisti non sognano in mezze misure, ma mirano a vivere al massimo delle loro possibilità: inevitabilmente la realtà risulta essere più deprimente degli stessi loro sogni. Il lieto fine è un'illusione, una meta irreale e irraggiungibile.
«Il mondo di Blue e Joy può essere considerato un'inedita rilettura dell'innocenza e della grazia delle creazioni giapponesi di Yoshitomo Nara e Muratami - spiega Chiara Canali, curatrice del testo critico della mostra -; a questi, tuttavia, si mescolano la sagacità e il sarcasmo di certi cartoon americani come i Simpson, South Park o Beavis and Butthead, fino poi arrivare alla criticità e causticità dei fumetti di Shultz, Quino e Pazienza».
Blue sembra molto triste. Una grossa lacrima gialla cola dal suo occhio destro. Joy, invece, appare sempre felice. Bocca spalancata e sorriso disarmante. Ma è tutto un inganno. Nella realtà le personalità dei due sono invertite, a dispetto del loro nome e del loro aspetto esteriore.
Così Blue, contentissimo di essere al mondo, è amato da tutte le persone che lo circondano, mentre Joy è eternamente triste e sconsolato. I pupazzi di pezza diventano, così, due personalità contraddittorie e complementari alle prese con tutte le delusioni che, quotidianamente, la vita riserva loro.