Il Blue Note riparte col botto Da Matt Bianco agli Incognito

Quello appena trascorso è stato - nonostante tutto - un anno felice per il Blue Note. Così, non c'è da stupirsi se il club di via Borsieri ha deciso di riaprire l'attività dopo le feste natalizie ospitando di nuovo il contagioso, solare e, perché no, benaugurante pop a tinte soul e jazz proposto dai britannici Matt Bianco, di scena fino a stasera (doppio show alle 21 e alle 23, ingresso 42/37 euro). Era già successo nel 2011. È vero, della formazione originale è rimasto solo il cantante Mark Reilly, fondatore del gruppo nel 1983 (a cui diede un nome di fantasia), affiancato oggi dal tastierista Mark Fisher, l'ex Wham che nel 1986 fu chiamato a prendere il posto di Danny White (purtroppo della cantante polacca Basia Tzretrezelewska si sono perse le tracce...), ma in concerto le orecchiabilissime hit non mancano ovviamente mai. Veri e propri singoli-tormentone, che hanno imperversato nelle classifiche pop degli anni Ottanta: stiamo parlando di brani come «Sneaking out the back door» (nel video i componenti della band giravano per Roma stipati dentro una vecchia Cinquecento diretti a una festa, ricordate?), «Whose side are you are?», «Half minute» e «More than I can bear», da poco raccolti nella compilation «Sunshine Days - The official greatest hits». Ma il mese di gennaio riserva non poche altre chicche, sempre di spessore internazionale. Come nel caso del live di martedì prossimo, 17 gennaio, ospite l'eccellentissimo chitarrista statunitense di John Abercrombie. Virtuoso fra Hendrix e Coltrane di cui vanno ricordate fra le tante le collaborazioni con l'Orchestra di Gil Evans, i New Directions di Jack DeJohnette, Dave Holland e il nostro Enrico Rava, Abercrombie, forse il più grande chitarrista jazz del mondo, sarà per l'occasione in duo con il pianista Marc Copland, suo collaboratore di lunga data (ma ha suonato anche con Bob Belden, Joe Lovano, Tim Hagans, Gary Peacock e Billy Hart). Da solista e leader, la star della chitarra ha sviluppato uno stile elegante e spontaneo, legato alla tradizione, ma sempre proiettato nel futuro e nella trasversalità. Da mercoledì prossimo al 21, poi, ritorneranno ad esibirsi al Blue Note gli Incognito, anche loro ormai di casa nel locale in zona Isola. Sebbene con lunghe pause di silenzio, è da oltre 30 anni che il combo britannico - capitanato dal chitarrista Jean-Paul «Bluey» Munick, originario di Mauritius ma cresciuto a Londra (è anche l'unico membro della formazione originale) - si divertono a trafficare deliziosamente con funk, soul, musica elettronica, nu jazz e acid jazz, rimescolando continuamente le carte di quella musica sulle cui note sono cresciute le ultime generazioni. Il 31 gennaio (con replica il 1° febbraio) Martha Reeves and The Vandellas, un gruppo che ha reso grande la celebre Motown Records, l'etichetta simbolo della musica nera Oltreoceano. La loro hit? «Dancing in the Street». Correva l'anno 1964...