Blue Note Torna Sarah J. Morris, «rossa» pugnace del jazz

Ritorna al Blue Note la bella voce di Sarah Jane Morris, che i suoi ammiratori chiamano affettuosamente «la rossa di Southampton». La vocalist inglese tiene due concerti ogni sera, oggi, domani e domenica, secondo gli orari consueti del club di via Borsieri. L’accompagnano Tony Remy e Dominic Miller chitarra (Miller è un ex collaboratore di Sting), Henry Thomas contrabbasso e Martyn Barker batteria. Con l'occasione viene presentato in anteprima il suo nuovo album «Where It Hurts» che arriverà nei negozi a maggio. Bisogna ammettere che il mondo del jazz internazionale ha sottovalutato a lungo questa pregevole cantante, malgrado il suo stile forte e «nero». La colpa è dei jazzofili: i quali, sebbene abbiano a che fare da sempre con una civiltà musicale aperta a tutte le contaminazioni possibili fin dalle espressioni primigenie, guardano con sospetto chi abbia o abbia avuto familiarità con musiche diverse. Sarah ha collaborato con Jimmy Somerville e i Communards ed è stata accanto a Riccardo Cocciante nel festival di Sanremo 1991. Ma ha anche interpretato il repertorio di Bertolt Brecht e Kurt Weill con la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, e questa è di certo una patente di nobiltà. Poi è passata dalla canzone d'autore al jazz dove ha sempre tenuto presente, pur senza imitarla, l'arte indelebile di Billie Holiday. Un dialogo con lei rivela una persona consapevole e fiera. Sostiene che le donne incontrano difficoltà assai maggiori per affermarsi rispetto agli uomini, e la musica non fa eccezione. Anzi. «Basti pensare, a questo proposito, all'atteggiamento delle case discografiche, soprattutto le maggiori. Per fortuna oggi c'è internet. Grazie al web, musiciste come me si possono permettere adesso di uscire dal giro delle cosiddette major senza soccombere. Si può scegliere la strada da seguire e decidere quali costi sostenere, per cui tutto diventa meno difficile. So di essere in ciò una delle donne più 'cattive'. Ho preso questo orgoglio da mia madre che proveniva da una famiglia povera, e perciò ha sempre dovuto lottare per tirare avanti con sette figli».