Alla Blueshouse un omaggio ai Beatles con i Revolution

«Come si fa a non amare la musica della band più famosa, grande, geniale, rivoluzionaria di tutti tempi?», dicono in coro i Revolution, gruppo di tributo ai FabFour che questa sera suoneranno dalle 22.30 al BluesHouse Club (per info, 0230912202). Parole, queste, forse esasperate perché mosse da una sfrenata passione, ma che di certo hanno un fondo di verità. I Beatles hanno rivoluzionato la musica, hanno coniato un nuovo modo di esibirsi, hanno influenzato intere generazioni. Sono stati la prima band ad aggiungere alla strumentazione la voce. E quando la voce è quella di John Lennon, la magia è fatta. E se poi le composizioni arrivano da tre geni come lo stesso Lennon, McCartney ed Harrison e a intrattenere c'è quel simpaticone di Ringo Starr, il successo è assicurato. «Abbiamo una media di 25-30 anni. E tutti siamo pazzi dei Beatles. Siamo cresciuti con loro, nonostante nessuno abbia vissuto negli anni '60. Ed è bello pensare che tutto iniziò quasi per gioco, quando ci proposero una serata di tributo ai FabFour», racconta il batterista Alessandro.
E il locale che da settembre, per via del cambio di gestione, ha voluto aggiungere al tradizionale blues del rock ma anche del pop oggi dedicherà l'intera serata agli anni '60, quando tutto (o quasi) è partito. I Revolution interpreteranno i pezzi più rock and roll dei 4 ragazzi di Liverpool: «Sappiamo che al BluesHouse Club la gente ha voglia di ballare. Quindi faremo brani come Revolution, All My Loving, ma anche Can't Buy my Love». Ma dov'è la ricerca di un percorso artistico personale? «Per quello abbiamo da tempo formato un trio, gli Ora d'aria. Siamo gli stessi dei Revolution, con l'eccezione del chitarrista Fernando e ci applichiamo a scrivere pezzi inediti». Benvenuta creatività.