Il bluff dei rifiuti nelle province rosse

Se Imperia è in grave ritardo, Genova lo è ancora di più e Spezia è arrivata per prima solo a tagliare il nastro. Le dichiarazioni del presidente Claudio Burlando che spiegavano il commissariamento della sola Provincia di Imperia per le inadempienze sullo smaltimento dei rifiuti attendevano una risposta. E ieri in aula il centrodestra ha replicato al governatore, dimostrando come la Regione abbia scelto di mettere di fatto sotto accusa solo la provincia governata dal centrodestra, quando almeno anche Genova e La Spezia presentano situazioni disastrose.
Gli esempi li portano, dati e fatti alla mano, Gabriele Saldo e Gianni Plinio, Alessio Saso e Luigi Morgillo, Nicola Abbundo e Gino Garibaldi, che si alternano nelle repliche. Quello che imbarazza non poco la giunta è un documento mostrato a sorpresa da Forza Italia. È la relazione di una seduta di giunta regionale in cui, su iniziativa dell’assessore all’Ambiente Franco Zunino, viene ritirata una delibera di giunta già autenticata dal segretario. Cosa conteneva quell’atto? L’altolà di Burlando alla Vincenzi, lo stop all’ampliamento della discarica di Scarpino. Il motivo era anche scritto chiaro: «incongruenza del progetto con quanto stabilito dalla nuova normativa». Genova continuava a chiedere proroghe e ampliamenti in modo contrario alla legge. La Regione, come richiesto dagli uffici tecnici, aveva detto no a Comune e Amiu. Ma più volte, pubblicamente, lo stesso Burlando aveva assicurato che Genova era a posto e che Scarpino era praticamente inesauribile. Lo stop all’ampliamento da parte della Regione avrebbe contraddetto la descrizione di Genova come isola felice. E così, il 22 dicembre, in tutto silenzio, la delibera è stata ritirata su richiesta dell’assessore.
«L’abbiamo ritirata perché così concordiamo con il Comune il nuovo testo - si è poi giustificato Burlando - Adegueremo il progetto alle norme. Non aveva senso dare una risposta prima». L’adeguamento, nel caso, si sarebbe potuto fare in seguito alla delibera di giunta, che però è stata ritirata. E Genova, in questo momento, è formalmente ancora in attesa di una risposta. Mica ha colpa.
Poi c’è il caso Spezia. Clamoroso. È l’unica provincia ligure ad avere un impianto di trattamento dei rifiuti. Battimani? Esempio virtuoso? Macché. L’impianto c’è, nel senso che il nastro inaugurale è stato tagliato. E funzionerebbe anche. Ma ci sono due «piccoli» problemi. Il Consiglio di Stato ha accolto un ricorso dei cittadini e con una sentenza ha aperto pesanti dubbi sull’impianto stesso. E poi il pochissimo «cdr», il combustibile da rifiuti prodotto, viene buttato in discarica perché l’azienda non sa che farsene, non serve a nulla. Cioè i rifiuti della Spezia fanno solo un giro più lungo prima di finire nel mucchio. Ma La Spezia, come Genova, non viene commissariata. Imperia sì. Burlando replica con un sorriso malizioso e sfida il centrodestra: «Basterà vedere se a Imperia faranno ricorso al tar e chiederanno la sospensiva del commissariamento. Io ho l’impressione che non lo faranno, che a Imperia c’è qualcuno (dei vostri, ndr) contento. Gli abbiamo tolto noi le castagne dal fuoco».