Bmw e il mare, nuovo binomio di gran classe

Tutto sui master. I campioni come docenti

Maurizio Bertera

Perché la nascita di Bmw Match Race Academy? Risponde Marco Saltalamacchia, presidente e amministratore delegato di Bmw Group Italia. «Perché la match race è la quintessenza del concetto di sfida, competizione e gioco di squadra. La disciplina dove questi elementi traspaiono maggiormente. Certamente in una regata con più avversari in acqua, premiano maggiormente le strategie, nel match race ha un ruolo inferiore ma è importante il gioco di squadra. Questo punto di vista a noi piace perché mette in evidenza le doti tecnologiche dello scafo e la capacità del team di essere perfetto nell’esecuzione delle manovre. Queste cose sono in fondo quelle che noi ritroviamo nella Formula 1. Inoltre la match race per la sua maggiore «leggibilità» può avvicinare di più il grande pubblico alla vela». Difficile esprimere meglio il concetto di base, ancora più complicato era concretizzarlo in una scuola vela, assolutamente unica in Italia.
Bmw ha avuto come partner lo Yacht Club Italiano, il «circolo» per eccellenza che ha messo a disposizione la Scuola di Mare «Beppe Croce» per lo svolgimento dei corsi a Genova. Quattro i master organizzati in questo primo anno di vita che si è concluso con un torneo di match race, svoltosi durante il Trofeo Zegna di Portofino, riservato ai migliori studenti. La cosa divertente è che avendo la finale un valore di grado 4 (un sistema di classificazione simile ai tornei di tennis: i più importanti sono grado 1 e poi a scendere), i partecipanti hanno ottenuto i punti per entrare nella ranking mondiale. Per un dilettante puro è il massimo.
Ma come si svolgono i master? In quattro giorni sono previste lezioni sui principi base, le procedure, le tecniche, le strategie e i linguaggi specifici del match race che, vale la pena ricordare, è il tipo di regata uno-contro-uno, alla base della Coppa America. Da qui è nato il boom a livello prima internazionale e ora anche italiano con tornei di ogni livello. Oltre alle lezione teoriche ci sono numerose prove in mare utilizzando i nuovissimi Beneteau First Class 7.5 che sulla falsariga di Oracle Bmw Racing «ostentano» il marchio della casa bavarese sulla randa e a prua. Le esercitazioni in mare sono seguite con l’ausilio di attrezzature video così da poter rivedere in aula e commentare l’andamento degli stessi. Proprio come fanno i team professionisti. Che sia un’esperienza divertente ma serissima lo conferma la qualità del corpo docente, a partire da Mauro Pelaschier, velista con tante vittorie nelle classi più diverse e il primo timoniere italiano a cimentarsi nell’America’s Cup con Azzurra nel 1982, qui nelle vesti di advisor del Master. Al suo fianco un tutor come Roberto Ferrarese, che negli ultimi anni ha approfondito proprio l’aspetto didattico del match race sino a diventare l’esperto numero uno. Del team hanno fatto parte gli istruttori professionisti della Scuola di Mare; arbitri internazionali come Luigi Bertini e Alfredo Ricci; un meteorologo con esperienza di Coppa America e Olimpiadi come Alessandro Pezzoli che è riuscito a far fronte alla difficoltà e all’incertezza di una sempre necessaria previsione meto; un formatore professionale come Andrea di Martino. Il bilancio della prima serie di Master è stato positivo. A questo punto non resta che augurarsi un incremento dell’attività di Bmw Match Race Academy: lo vogliono, in primis, i velisti che messa la cerata si sentono Russell Coutts e Paul Cayard.