Bmw e «SciAbile» per togliere le ultime barriere allo sport

Salice d’Ulzio (Torino)Bmw Group Italia prosegue il suo impegno a favore di una società libera da barriere fisiche. «SciAbile», progetto sviluppato in collaborazione con la scuola sci di Sauze d’Oulx diretta da Alberto Bergoin, ha appena festeggiato in dicembre l’avvio della sesta stagione. Da allora gli allievi sono stati poco meno di 90 (le previsioni puntano a raggiungere quota 120), con una netta prevalenza, in percentuale, degli uomini (62%) e una forbice anagrafica che va da 5 a 61 anni. Circa un terzo dei partecipanti non ne ha ancora 20. I numeri odierni ricalcano quelli registrati nel 2008: 93 allievi, poche le donne. Stilare un bilancio, in realtà, non è semplice, tornare a trovare gli amici è infatti un costume diffuso.
Dal lancio di «SciAbile», si può tuttavia calcolare che i casi trattati siano oltre 300. A livello nazionale, il principale polo d’attrazione è rappresentato dal Piemonte, grazie anche al nuovo lavoro comune con le Asl 3 e 5 di Torino e Collegno che sfrutta i benefici dello sci come supporto alla riabilitazione. Un respiro più globale è venuto dai gruppi provenienti da Francia, Inghilterra e Malta. È cresciuta la dotazione tecnica. I maestri impegnati nel progetto, oltre 30, possono contare sul megafono per non vedenti, dono dell’associazione Alunni Master della Scuola di Direzione Aziendale Bocconi.
«I veri punti di forza del progetto sono la crescente professionalità e la formazione specifica continua», ricorda Claudia Gambarino, maestra di sci, psicologa, tra le ideatrici di «SciAbile». «Sempre più colleghi - dichiara - decidono di mettersi alla prova con le varie forme di handicap (motorio, sensoriale e psichico)». Per sostenerli, è stato avviato un corso di specializzazione nell’insegnamento ai disabili, voluto dal Collegio dei maestri di sci del Piemonte e dal Consorzio Formont. Entusiasmo per il lavoro svolto è il minimo comun denominatore. Lo incarna Alex Zanardi, amico storico di «SciAbile»: «Le persone tornano a casa con la consapevolezza che possono fare tanto altro». Lo testimoniano a parole Kristian Ghedina e Kurt Ladstätter, due che hanno scritto pagine importanti nella storia dello sci. Lo slalomista di Valdaora ribadisce: «Questo sport deve essere reso più accessibile ai disabili». La chiusura ha il sorriso sulle labbra: «Sono stupito per come vanno veloci».