Bmw in F1 con il super computer

Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke lo chiamarono HAL 9000 e fecero di un computer il personaggio centrale del film 2001 Odissea nello spazio. Era il 1968. Ora un supercomputer, vero, entra anche nel concretissimo mondo della F1 e potrebbe dare il via a una rivoluzione nel mondo della progettazione. La strada l'ha aperta la Bmw, che nello stabilimento di Hinwil, un mese fa, ha acceso Albert 2: una macchina di dieci metri, dotata di 512 microprocessori Intel dual core e capace di 12.288 miliardi di operazioni al secondo. È il computer più potente a disposizione dell'industria in Europa ed il terzo nel mondo ad uso civile. Il compito di Albert 2 sarà aiutare i progettisti aerodinamici simulando il comportamento di una monoposto in corsa, riprodotta con un miliardo di cellule interattive. Nelle gallerie del vento non è possibile riprodurre, ad esempio, la deformazione delle gomme né il comportamento delle parti aerodinamiche in curva. Con il computer sì.