Bmw, insieme alle novità idee per «Strade più sicure»

Non solo moto più moderne e ecologiche. Le aziende delle due ruote, negli ultimi 20 anni, hanno accelerato sul versante della sicurezza attiva (Abs, controllo di trazione, ecc) e passiva (paraschiena, guanti e tute protettive) salvando migliaia di vite. Le case, però, possono contribuire sino a un certo punto perché, statistiche alle mani, i pericoli maggiori arrivano dalla scarsa o cattiva manutenzione degli assi viari e non, come comunemente si crede, dall’eccessiva velocità. In particolare, la maggioranza degli incidenti avviene in città. Le «colpe» sono da attribuire alle condizioni precarie dell’asfalto, alla segnaletica, alla cattiva illuminazione oltre che alla disattenzione o all’imperizia. Problematiche che hanno convinto Bmw Motorrad, dal 2007, ad avviare il progetto «Strade più sicure» con il patrocinio di Ancma, l’associazione che riunisce le aziende italiane costruttrici di veicoli a 2 a 3 ruote, e in collaborazione con il Politecnico di Milano e la Fondazione 3M. Adesso sono stati selezionati tre lavori che mirano a un duplice obiettivo: aumentare la sicurezza attiva per ridurre le possibili cause di caduta e minimizzare i danni che possono scaturire da eventuale impatto del motociclista con elementi di arredo urbano come, ad esempio, i pali di sostegno per la segnaletica verticale o i dissuasori per evitare la sosta delle auto sui marciapiedi. «Questa iniziativa – spiega Andrea Buzzoni, responsabile di Bmw Motorroad Italia – nasce per dare un contributo tangibile alla sicurezza dei motociclisti, ben oltre al semplice sviluppo in termini di prodotto. Del resto siamo stati i primi a offrire il sistema Abs nel 1988. Nel tempo abbiamo aggiunto il sistema antislittamento Asc, le sospensioni a controllo elettronico, l’abbigliamento tecnico che assicura il giusto comfort climatico e i corsi di guida sicura».
Investimenti che non vengono meno neppure in un periodo di crisi come quello che, quest’anno, ha impattato sulle vendite di moto superiori a 500 cc.
«Vedo il bicchiere mezzo pieno perché nei primi dieci mesi – conclude Buzzoni – abbiamo venduto 12.204 unità che ci hanno fatto raggiungere una quota di mercato di circa il 14%, anche se abbiamo commercializzato meno veicoli rispetto allo stesso periodo del 2008. Per il 2010 puntiamo al completamento della gamma che ora consta di 22 modelli e auspichiamo su una formulazione degli incentivi statali che ricomprenda anche le moto sino a 70 kilowatt».