In Bmw o alla Ferrari? Alonso: "Voglio fare un dispetto a Dennis"

Il campione del mondo rivela: "O io o Hamilton". Sono solo due le destinazioni che farebbero infuriare il boss inglese. Dennis: "Vorrei che ci amasse, speriamo di capirci... Con Senna e Prost era più facile"

Budapest - «Entro venti giorni decideremo in quale team andare il prossimo anno... Sarebbe bello fare un dispetto alla McLaren...». Firmato: il clan Alonso. «Di certo, la prossima stagione Fernando non sarà più con Ron Dennis». Firmato: un manager esperto e di lungo corso. «È un problema del team anglo-tedesco, non mio». Firmato: Flavio Briatore, ex patron dello spagnolo alla Renault, ex manager personale e, qualcuno sussurra, in qualche modo ancora molto vicino. Tanto che l’attuale manager e papà Alonso gli avrebbero chiesto consiglio su come svincolarsi dalla McLaren (il contratto scade a fine 2009).

Lo vogliono tutti La destinazione più semplice e logica è proprio il team francese. La squadra campione del mondo fatica ma non affonda, per cui, riportarla in alto, sarebbe lavoro relativamente semplice per Fernando. Ma la Renault ha i soldi per pagarlo? E, soprattutto, non sarebbe un dispetto a Dennis. Andare alla Bmw, ormai terza forza del mondiale (anche se la casa tedesca smentisce l’interessamento) suonerebbe invece come uno schiaffo alla McLaren partecipata e motorizzata dalla Mercedes. Ovvio: il dispetto più grande di tutti sarebbe approdare alla Ferrari. Ma, dato il veto di Todt, vorrebbe dire che il manager francese è stato costretto a ingoiare un rospo o che la corte d’Appello ha squalificato per un anno la McLaren. E allora, anche il Cavallino difficilmente potrebbe resistere al richiamo dello spagnolo libero su piazza.

Ultimatum di Alonso Fatto sta, Fernando è un uomo solo dentro la McLaren, e il pasticcio combinato a Budapest da Hamilton cambierà poco gli equilibri. Lo ricordiamo: il giovane si era ribellato al team, portando a conscenza di tutti il gioco di squadra in qualifica a favore dello spagnolo. Ribellione finita poi sul tavolo dei giudici, costretti a sanzionare la squadra (ieri a Woking, sede del team, vertice straordinario per valutare cosa fare per calmare gli animi dei piloti e per addolcire la sentenza dei giudici). Non si addolcisce, però, Alonso: «In tanti anni è la prima volta che sento un pilota rispondere in quel modo al suo capo», sottolinea, «penso che Lewis, adesso, incontrerà qualche problemino nel box, ma la mia situazione all’interno della squadra cambierà poco o niente». E conclude: «Comunque ormai è chiaro: o io o Hamilton».

E quello di Dennis Problema. Mentre Fernando poneva la questione, il gran capo McLaren aveva appena terminato di fare la sua - forzata - dichiarazione d’amore nei confronti dello spagnolo (l’ingaggio di Alonso è intorno ai 24 milioni l’anno, ma è la sua presenza ad aver assicurato i 200 milioni in dieci anni garantiti dalla Vodafone). «Sto provando - dice - a migliorare il mio rapporto con lui, ci vuole tempo, e Lewis è più integrato nel team. Però Fernando mi piace molto, è discreto... Non si aspettava che Lewis fosse così competitivo. Alonso è un grande e spero solo che con il passare del tempo inizi ad amarci. È freddo con me, so che non si sente a suo agio, come invece vorrei... Anche Senna e Prost erano difficili, ma con questi due è più dura perché sono giovani». Quindi, riferendosi a Montecarlo, quando non gioì per il successo dello spagnolo: «Non sono perfetto, avevo la stampa inglese addosso, pensai che fosse bene per la squadra e questo di certo rovinò il nostro rapporto».

Un paio di ore dopo, Dennis verrà informato dell’aut aut firmato da Alonso. Le scuse resteranno, ma cambierà qualcosa: «È inevitabile che ci siano delle indiscrezioni sul futuro di Fernando, visto che lui ed Hamilton non si parlano più... Però io continuerò a gestire il team offrendo pari opportunità a tutti (sottinteso, non conta se uno è due volte campione del mondo). E - conclude - chiunque non sia d’accordo su questo, ha solo una scelta». Andar via. Ma dopo il vaffa rimediato da Lewis, che non si riferisca anche al giovane prodigio?