Bmw, Psa e Torino Manovre in corso

Il tempo stringe soprattutto per chi è preposto a vendere automobili. La crisi che attanaglia il settore sta strozzando le reti commerciali: circa 4mila imprese che tra dipendenti diretti e indiretti rappresentano 100mila posti di lavoro. L’ennesimo allarme, che coincide con i dati sulle immatricolazioni di gennaio (meno 32,6% rispetto a un anno fa: il calo più pesante dal dicembre 1993 e il risultato peggiore in termini di percentuali dal 1984) proviene da Vincenzo Malagò, presidente di Federaicpa, la federazione dei concessionari. «Occorrono - afferma - misure specifiche per questo settore», che non è protetto dalla cassa integrazione.
Il bilancio del primo mese dell’anno sarebbe potuto essere peggiore, «senza il consueto ricorso, negli ultimi giorni di gennaio, alle immatricolazioni di “chilometri zero”», avverte Gian Primo Quagliano (Centro Studi Promotor). E se l’andamento negativo si aggraverà ulteriormente nei prossimi mesi è difficile pensare, come sostiene l’Unrae (importatori), che il mercato 2009 si mantenga sui livelli stimati di 1,85 milioni di unità. Case automobilistiche e concessionari attendono segnali da palazzo Chigi: il governo, entro la settimana, dovrebbe comunicare quel piano di incentivi in grado di dare ossigeno a tutta la filiera dell’automotive. L’incertezza sull’entità del bonus (si parla di 1.500 euro per chi cambia l’auto mandando dal demolitore quella immatricolata prima del 31 dicembre 1999), insieme al maggior rigore nel concedere prestiti da parte di banche e finanziarie, continuano a tenere lontano il pubblico dalle concessionarie. In questo scenario, però, Fiat Group Automobiles è riuscito a perdere meno del mercato, con un calo delle immatricolazioni del 31,3%, e a incrementare la propria quota al 32,1% (più 0,7%). È comunque il marchio Fiat (-33,73% di volumi, al 25,46% di quota) a scontare l’attesa di incentivi - come fanno notare da Mirafiori - in quanto incentrato in buona parte sulla proposta di vetture medio piccole a basso impatto ambientale. Lancia mantiene sostanzialmente stabile la quota al 4%, mentre positivo è l’inizio dell’anno per Alfa Romeo: oltre 4.100 le vetture immatricolate, per una crescita dei volumi del 18,2% su gennaio 2008. La quota è del 2,6%, in crescita su base annua di 1,1 punti percentuali. Artefice di questo risultato è la MiTo, le cui vendite sono iniziate la scorsa estate. E sempre il gruppo di Torino ha totalizzato in Francia un più 15,7% di immatricolazioni, confermando il buon momento Oltralpe, su un mercato in calo «solo» del 7,9% dove i provvedimenti del governo cominciano a farsi sentire. Tra i costruttori esteri il primato delle vendite a gennaio in Italia spetta ancora una volta a Ford (15.501 immatricolazioni), comunque in discesa del 24,29% rispetto al pari periodo 2008. S’insedia in seconda posizione la Volkswagen, già quarta un anno fa, totalizzando 10.298 unità (-26%).
Il dibattito sugli incentivi intanto continua e, in proposito, l’Unrae ribadisce il suo «no» alla ventilata introduzione di una tassa sulle vetture considerate di lusso. E commentando il primo mese del 2009, il presidente di Volkswagen Group Italia, Giuseppe Tartaglione, ricorda che «la previsione di attraversamento del deserto si è verificata. È importante, a questo punto, avere le risorse per concludere una traversata che sarà lunga e difficile». Per Tartaglione la decisione che il governo si appresta a prendere dovrà essere in funzione di una sapiente politica ambientale, favorendo allo stesso tempo la ripresa dei consumi».