Bmw X 5 raggiunge quota 500mila Kia rilancia Sorento

Luigi Cucchi

Le scuole sono finite e le famiglie respirano aria di vacanza. Si analizzano viaggi all’estero, si ipotizza la visita a citta d’arte, si organizzano fine settimana al mare o in montagna. Si studiano itinerari alternativi che offrano l’opportunità di ammirare borghi medioevali, prati verdi, boschi dove la natura ci riempie il cuore con l’immensità dei suoi paesaggi. Raggiungere pinete e ruscelli montani è il sogno di molti italiani che acquistano, anche per vivere queste emozioni, veicoli adatti a terreni accidentati: gli sport utility. La vendita di queste auto è in controtendenza: nei primi mesi di quest’anno ha registrato infatti un aumento dell’11,5% (del 17% i modelli compatti), in un mercato in calo del 5,1 per cento.
Dalle linee di montaggio dello stabilimento americano Bmw di Spartanburg (Sud Carolina), inaugurato nel 1999, sono già uscite ben 500mila X5 esportate in 120 Paesi. La decisione di costruire quel polo produttivo risale al 1992. Quell’investimento ha consentito a Bmw di minimizzare il rischio valutario e di far crescere ulteriormente le proprie vendite in America, passate da 53mila unità del 1992 a 260mila dello scorso anno.
La X5 ha anticipato la produzione in Austria, a Steyr, della Bmw X3: dal gennaio 2004 ne sono già state costruite 140mila. Perché la richiesta dei Suv è così sostenuta?
Lo chiediamo a Giuseppe Bitti, amministratore delegato di Kia Italia, la società coreana che ha realizzato Sportage, il primo Suv, presentato al Salone di Tokio nel 1993 e arrivato in Europa nel ’95. «Abbiamo anticipato i tempi con Sportage. Un’auto con trazione integrale inseribile, marce ridotte e 5 comodi posti. Il modello venduto in Italia aveva allestimenti particolarmente curati come le poltrone in pelle con scelta tra dodici differenti colori. Ottimo nel traffico cittadino era un autentico scoiattolo sulle strade innevate di montagna. Ne sono stati costruite oltre 600mila nella prima versione e vi è ancora una linea di montaggio in Russia. Questi veicoli vehicles all’inizio potevano rappresentare una scelta industriale rischiosa. Allora gli automobilisti erano soprattutto legati alle berline tradizionali, raramente si lasciavano sedurre dalle station wagon. Nel luglio 2002 abbiamo presentato Sorento, apprezzato negli Usa e in Europa. Ne abbiamo già prodotti oltre 300mila, di cui 20mila venduti in Europa. Offre la stessa abitabilità e la dimensione dei più blasonati modelli tedeschi e americani, inoltre vanta un design originale, una personalità inconfondibile e un prezzo estremamente competitivo: circa 30mila euro. La nuova generazione di Sorento offre un sistema di trazione integrale che ripartisce la potenza sulle quattro ruote motrici in funzione dell’ aderenza del veicolo sulla strada, oltre alle marce ridotte inseribili manualmente. Ora abbiamo lanciato il nuovo Sporttage: è talmente richiesto che la lista d’attesa è di sei-otto mesi». I Suv accendono la fantasia.