Bnl, un altro no all’offerta Unipol

Per gli amministratori prezzo congruo, ma non equo e non condivisibili le strategie industriali. Più vicina la compagnia alla cessione del 35% Aurora

da Milano

Il prezzo offerto da Unipol è «congruo, ma non equo». Con questa valutazione il consiglio d’amministrazione di Bnl ha bocciato l’Offerta pubblica d’acquisto della compagnia bolognese, in quanto opera una disparità di trattamento tra gli azionisti. Per il vertice della banca, inoltre, le logiche industriali dell’operazione «non sono condivisibili e sono significativi i livelli di patrimonializzazione» necessari per attuarla. Il cda ha quindi approvato all'unanimità il cosiddetto «comunicato dell'emittente» che è stato trasmesso alla Consob e sarà pubblicato il 26 ottobre. Unipol ha intanto sottoscritto un contratto preliminare di compravendita con il fondo Clessidra e ha ricevuto proposte irrevocabili di acquisto da Finsoe e altre due società vicine al mondo cooperativo per la cessione complessiva di una quota massima del 35% in Aurora Assicurazioni, per un corrispettivo complessivo massimo di 751,7 milioni.
Il no di Bnl, d’altra parte, era prevedibile e largamente annunciato, basato com’è sui dubbi più volte sollevati nei mesi scorsi dal presidente Luigi Abete e dagli esponenti del patto di sindacato, che già hanno portato, il 30 settembre, ad un primo parere negativo nei confronti dell’operazione.
La tesi accolta dal cda è che il prezzo di 2,70 euro per azione «non sia equo in quanto la struttura dell'operazione e l'articolazione dei contratti di acquisto e delle opzioni non assicura la parità di trattamento per tutti gli azionisti».
La congruità rispetto ai valori del titolo, quindi, non è in discussione, tanto più che già era stato ritenuto congruo il corrispettivo - 2,52 euro - proposto dal Banco di Bilbao nell’Ops poi fallita. Il valore deciso da Unipol non è ritenuto equo da Bnl perchè, come più volte sottolineato da Abete, la stessa compagnia bolognese ha acquistato pacchetti azionari a prezzi superiori durante il rastrellamento avvenuto in estate: da qui la discriminazione tra azionisti, indicata come prima motivazione della bocciatura dal vertice della banca, che si è avvalso del supporto degli advisor finanziari Mediobanca, JP Morgan e Rothschild.
In sintesi, il cda giudica l’offerta di Unipol non già un’operazione condivisa con Bnl, ma piuttosto «un’iniziativa autonomamente assunta» dalla compagnia guidata da Giovanni Consorte, come già aveva scritto nelle valutazioni del 30 settembre scorso.
E di questo giudizio decisamente negativo dovrà tenere conto la Banca d’Italia nell’esprimere il proprio verdetto. Prima, però, deve arrivare il parere dell’Isvap, l’autorità di controllo sulle assicurazioni, che sta ancora esaminando tutta la documentazione relativa all’operazione, compreso l’accordo per la cessione di una quota di Aurora: difficilmente quindi il responso arriverà prima di metà novembre.