Bnl, dopo le azioni Caltagirone cede anche il posto in consiglio

A tre giorni dal cda sulla semestrale l’imprenditore si dimette. E Ricucci lo imita

da Milano

Francesco Gaetano Caltagirone si è dimesso dal consiglio della Bnl. Seguito a ruota da Stefano Ricucci. Ma le due decisioni, pur entrambe prevedibili, vanno lette su piani diversi.
Il passo indietro di Caltagirone è arrivato nel primo pomeriggio di ieri, a tre giorni dal cda della banca che è convocato venerdì per approvare la relazione semestrale. Un tempismo che dovrebbe ricondursi alla volontà di non sedere più nel board della banca dove l’imprenditore romano non è più azionista da un mese e mezzo.
Risale infatti al 18 luglio la cessione del pacchetto del 4,9% nell’ambito dell’operazione Unipol (la compagnia che insieme con alcuni partner ha lanciato l’Opa su Bnl), e quello di venerdì sarà il primo consiglio d’amministrazione convocato dopo quella data. Caltagirone dà dunque un segnale preciso, spezzando quel legame che con l’uscita del capitale era già di fatto concluso, e che stava alla base della sua presenza nel cda. Ma proprio per questo motivo la scelta è forse anche per evitare di avere voce in capitolo su una semestrale che da consigliere Caltagirone ha vissuto per poco più di mese, essendo entrato nel cda solo in cda solo il 21 maggio scorso. Possibile, invece, che già da giovedì Caltagirone torni al cda di Mps, da dove si era autosospeso in attesa dell’esito della vicenda Bnl.
Per Ricucci, le cui dimissioni sono state rese note in serata, dopo quelle di Caltagirone, l’addio al cda alla vigilia del prossimo cda possono essere messe in relazione alla sospensione dalla carica. L’immobiliarista risulta infatti sospeso dal primo agosto per un periodo di sessanta giorni, su disposizione del Gip e in relazione all’inchiesta della magistratura sul caso Antonveneta. Uno status particolare, dunque, che rende le dimissioni quasi naturali, nell’interesse della banca stessa. Anche se vale pure per Ricucci l’estraneità alla banca, maturata dopo la cessione delle sue quote a Deutsche Bank.
Resta ora da vedere se il gesto di Caltagirone verrà seguito anche dagli altri 4 «immobiliaristi» del cda (Danilo Coppola, Tiberio Lonati, Giuseppe Statuto e Vito Bonsignore), tutti eletti nell’assemblea di maggio nella lista del «contropatto». Contropatto che non esiste più essendosi sciolto il 18 luglio con la cessione delle singole quote di Bnl al gruppo di soggetti «solidali» con Unipol.