Bnl, il Banco di Bilbao getta la spugna

Gonzalez deplora l’Opa di Consorte. Si tratta su un cda di transizione. Mps: interviene la Consob

da Milano

Il Bilbao rinuncia a Bnl. Come era prevedibile, ieri la banca spagnola ha annunciato, prima ancora della conclusione dell’ultima seduta utile per consegnare le azioni all’Ops, che non avrebbe rilevato titoli per una quota inferiore al 51% del capitale. Lanciando la spugna. E lo ha fatto deplorando il comportamento di Unipol, che ha causato il fallimento dell’Ops degli spagnoli grazie all’annuncio di un’offerta che verrà, ma soprattutto grazie a quel pacchetto di azioni, il 27% del capitale, che gli immobiliaristi hanno venduto fuori mercato.
Nello stesso tempo le Generali e Della Valle, alleati del Bilbao in Bnl, hanno annunciato che non avrebbero aderito all’Ops spagnola. Aspetteranno quella di Unipol, come farà anche lo stesso Bilbao, destinato a uscire del tutto. Una scelta compiuta in piena sintonia dai tre soci del patto che controllano il 28,5%.
Tecnicamente l’istituto guidato da Francisco Gonzalez ha annunciato che «non rinuncerà alla condizione d’efficacia dell’offerta», che prevedeva l’adesione di oltre il 50% del capitale. Nessuna intenzione, dunque, di restare con una quota di minoranza (intorno al 30%) di blocco. Il 50% è ormai considerato irrangiungibile dal momento che Giovanni Consorte e i suoi vari alleati controllano il 46,95% del capitale Bnl, mentre «ulteriori percentuali significative sono detenute da altri soggetti che negli ultimi mesi hanno tenuto comportamenti in linea con quelli di Unipol». E tutti si sono impegnati a non dare i titoli al Bilbao.
Ma a sottolineare la propria indignazione il Bilbao non rinuncia: deplora il fatto che «gli azionisti di Bnl non potranno beneficiare dell’unica offerta ad oggi in corso che risulta economicamente migliore di quella che Unipol si ripromette di promuovere in futuro e che risulta subordinata, tra l’altro, al rilascio delle autorizzazioni». In effetti, dopo gli ultimi sviluppi, le azioni Bbva sono arrivate fino ai 13,6 euro di ieri. Il che, dal momento che l’Ops prevede un titolo Bbva ogni 5 Bnl, corrisponde a una valutazione dei titoli romani di 2,72 euro per azione, contro i 2,7 annunciati da Unipol.
Secondo quanto si apprende in queste ore, per evitare alla banca di passare un altro trimestre di incertezza, i vertici dell’istituto potrebbero incontrare quelli di Unipol per avviare una sorta di successione. L’ipotesi di ricorrere a vie legali contro Unipol sembra in questo momento più remota. In concreto si potrebbe assistere alla cooptazione in consiglio di 2-3 consiglieri della nuova cordata in seguito a dimissioni pilotate di immobiliaristi. Difficile però quantificare i tempi, con le vacanze estive alle porte.
In Borsa continua la corsa di Mps, ex socio forte di Bnl, che in settimana ha guadagnato il 20%. Con una nota richiesta dalla Consob la banca ha chiarito «di non essere a conoscenza di fatti rilevanti o notizie utili a spiegare» l’andamento del titolo.