Bnl: per Bnp gli esuberi sono 2.200

Per il triennio 2007-09 i francesi chiedono 1.200 pensionamenti, 1.000 tagli e 600 nuovi assunti

da Milano

Il numero è «importante»: 2.200 sono gli esuberi che i francesi di Bnp Paribas hanno individuato nella Bnl, la loro nuova controllata italiana, nel prossimo triennio. Anche perché, in percentuale sui 16mila dipendenti del gruppo si tratta del 7 per cento. Questa è la «richiesta», l’esigenza aziendale che i vertici del gruppo parigino hanno ieri presentato ai rappresentati sindacali della Bnl, insieme con una proposta di 600 nuovi inserimenti nello stesso arco di tempo.
In realtà il numero, se scomposto, è meno pesante di quanto possa sembrare. Prima di tutto perché 1.200 esuberi sono dipendenti che matureranno, nel periodo 2007-2009, il diritto ad andare in pensione. Mentre i rimanenti mille risultano pre-pensionabili per i quali si dovrebbe attivare il fondo esuberi dell’Abi (ammortizzatore sociale a carico del sistema). In ogni caso la questione è stata posta ai sindacati, che oggi la discuteranno tra loro, per poi rivedere l’azienda presumibilmente la prossima settimana.
Il clima sembra comunque tranquillo: «Il metodo scelto da Bnp Paribas è intelligente - commenta una fonte sindacale - perché ci coinvolge al momento giusto. Cercheremo di ridurre l’impatto finale. Ma comunque si tratterà di esodi su base esclusivamente volontaria».
Non è dunque verosimile immaginare che il piano dei francesi produca tensioni interne. Anche perché le stesse fonti sindacali ricordano che questo è lo stesso ordine di grandezza degli esodi concordati con la precedente gestione, nel triennio 2003-2006.
Ieri, intanto, il consiglio di amministrazione della Bnl ha approvato la proposta di conversione obbligatoria alla pari delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, nonché le connesse modifiche dello statuto sociale, da sottoporre all’assemblea straordinaria degli azionisti e, successivamente, all’assemblea speciale degli azionisti di risparmio, convocate per il 20, 22 e 23 novembre, rispettivamente in prima, seconda e terza convocazione.
Le azioni risparmio hanno scarso flottante in quanto costituiscono lo 0,21% del capitale sociale. La conversione obbligatoria permetterà, quindi, a Bnl di semplificare la struttura del capitale sociale, mediante la riduzione a una sola categoria di azioni, e di ottenere benefici in termini di risparmio di costi di gestione societaria.
La conversione obbligatoria avverrà mediante l’attribuzione, per ogni azione di risparmio, di un’azione ordinaria di nuova emissione, avente le stesse caratteristiche dei titoli ordinari in circolazione. Il titolo Bnl risparmio ha perso ieri in Borsa il 4 per cento a 3,78 euro.