Bnl, il cda verso un nuovo no all’Opa Unipol

da Milano

L’Opa di Unipol su Bnl, per la quale mancano ancora i via libera di Bankitalia e Isvap, sarà oggi all’attenzione del cda di Via Veneto (dal quale ieri si è dimesso Danilo Coppola) dopo l’ok ottenuto nei giorni scorsi dalla compagnia bolognese per l’aumento di capitale da 2,6 miliardi. Il vertice della banca ha già dato un primo parere negativo il 30 settembre e ora, ad aumento di capitale Unipol deliberato, ha il quadro completo per esprimere un giudizio formale e definitivo sull’offerta. È facile prevedere quindi che gli amministratori di Via Veneto sono orientati a bocciare l’offerta, definendola non amichevole e non condivisa.
In particolare, come ribadito più volte in questi mesi dai rappresentanti del Patto che ancora governa l’istituto (Bbva-Generali-Della Valle), verrebbe sottolineato come l’operazione non sia stata né concordata né discussa con il management della Bnl. Tra le carenze che gli alleati del presidente Luigi Abete potrebbero mettere in evidenza figura anche la ribadita volontà di Unipol di non ritirare le azioni emesse come premio per i dipendenti (18 milioni di titoli) e quella di escludere dall’offerta i 23 milioni di azioni di risparmio. Anche sul prezzo, il cda dovrebbe esprimere un parere negativo pure se dovesse ritenere congruo quello di 2,7 euro cash offerto da Giovanni Consorte, considerato che già quello proposto dall’Ops fallita del Bilbao era stato ritenuto tale e valutato a 2,52 euro. Il valore deciso da Unipol, infatti, non è ritenuto equo dalla Bnl in quanto opera una discriminazione tra azionisti, visto che ad alcuni di loro, come più volte sottolineato da Abete, sono state corrisposte da Consorte cifre superiori durante il rastrellamento avvenuto in estate.
Sul voto non dovrebbero esserci incertezze: dei sei consiglieri espressi dall’ex contropatto contrario ad Abete, quattro si sono già dimessi (Francesco Gaetano Caltagirone, Stefano Ricucci, Vito Bonsignore e, appunto, Danilo Coppola) e uno starebbe valutando questa opzione, Giuseppe Statuto, che comunque oggi sarà assente dal cda. Tre dei dimissionari sono stati sostituiti da tre consiglieri cooptati dal consiglio: Paolo Mazzotto, Stefano Micossi, Massimo Ponzellini, che uniti agli 8 rappresentanti del Patto consentono ad Abete di contare su una maggioranza «bulgara».