Bnl, nel 2005 tornano utili e dividendo

Abete: «Il 2006 sarà meglio». L’addio alla Borsa? «Nessun problema»

da Milano

Ritorno al dividendo e un risultato netto da 532 milioni (meno 164 milioni nel 2004) che risulta essere il migliore della storia. È positivo il bilancio 2005 di Bnl, con ogni probabilità l’ultimo prima che il gruppo creditizio sia definitivamente assorbito, tramite un’Opa, nel colosso Bnp Paribas e dica addio al listino di Piazza Affari.
Il risultati del lavoro svolto sono stati illustrati ieri dal presidente Luigi Abete che si è anche mostrato fiducioso sul 2006. Esercizio nel quale Via Veneto si attende un risultato «migliore di quello conseguito nel 2005. I primi due mesi sono buoni». In particolare, alla fine dello scorso dicembre Bnl ha registrato un Roe dell’11,4% (rispetto a un obiettivo del 10%) mentre il cost/income è diminuito al 66,3 per cento. Ai soci, chiamati in assemblea il 28 aprile, sarà riconosciuto un dividendo pari a 0,06 euro (0,1248 euro per i titoli di risparmio). Bnl sembra quindi essersi lasciata alla spalle le difficoltà che avevano portato alcuni grandi soci a contestare la gestione Abete. Fino a dare vita al cosiddetto contropatto che avrebbe poi favorito il tentativo di scalata di Unipol.
I risultati raggiunti sono «superiori alle previsioni del piano industriale 2003-2005», ha sottolineato Abete mostrandosi fiducioso sui ritorni dell’uscita dall’Argentina e dall’Irak. Nessuna preoccupazione neppure per la decisione di Paribas di togliere dalla Borsa Bnl: Il delisting significa che Bnp vuole investire, è il segnale di un processo di sviluppo ed è strumentale all’integrazione con Bnp, non è sintomo di una involuzione», ha detto il presidente di Bnl. «Penso che la quotazione sia uno strumento di sviluppo».
Se il gruppo fosse rimasto indipendente sarebbe quindi risultata «indispensabile» ma - conclude il banchiere - «nel momento in cui entriamo in un gruppo più integrato, la cosa importante è che in Borsa ci sia il gruppo nel suo complesso».