Bnl, nel mirino di Abete Unipol e Fazio

Bernheim prende tempo: «Venderemo la quota all’offerta oggettivamente migliore»

Angelo Allegri

da Milano

Il giorno dopo l’accordo tra Unipol e il contropatto è stato il giorno di Generali e del presidente di Bnl Luigi Abete. Il consiglio della compagnia triestina, di fronte all’Opa del Bilbao e ai progetto di Unipol, ha deciso ieri di prendere tempo, affidando agli amministratori del gruppo il potere di apportare la quota del Leone in Bnl «all’offerta oggettivamente migliore». Un atteggiamento prudente confermato dalle dichiarazioni del presidente Antoine Bernheim. A chi gli chiedeva se l’Opa di Unipol non fosse la migliore, Bernheim ha risposto: «Non è ancora definitiva». Difficilmente Generali potrà aderire a un’Opa, quella del Bilbao, che appare oggi condannata al fallimento, ma la decisione finale verrà formalizzata dopo aver consultato i vertici dell’istituto spagnolo, con cui la compagnia triestina ha ottimi rapporti e che può essere decisiva per il rafforzamento del gruppo triestino in Spagna e nei mercati dell’America Latina. Della posizione di Generali terrà conto anche l’imprenditore Diego Della Valle: «Siamo sempre stati ottimi compagni di viaggio, siamo persone serie e anche coerenti. Ci comporteremo di conseguenza», ha detto l’imprenditore.
A occupare la scena è stato però Abete. In una conferenza stampa convocata nella sede di via Veneto, il numero uno di Bnl ha detto la sua sulla battaglia in corso. Nel mirino l’offerta di Unipol e il comportamento di Bankitalia. Il gruppo bolognese, è stata l’accusa implicita di Abete, ha saputo approfittare di una lacuna delle regole sulle offerte pubbliche creando una nuova figura a metà tra l’Opa obbligatoria e quella volontaria. «Unipol non si è limitato ad applicare il prezzo base dell’Opa obbligatoria. L’incremento di 2,7 euro è inferiore a quello che ci sarebbe stato in caso di Opa concorrente. In questo caso il prezzo sarebbe stato intorno a 2,90. Le autorità valuteranno».
Il riferimento di Abete era al valore più alto a cui sono state scambiate nei giorni scorsi le azioni Bnl. Visto che a comprare con tutta probabilità è stato lo schieramento di Unipol, a questo prezzo la compagnia avrebbe dovuto obbligatoriamente adeguarsi se l’Opa fosse stata proposta tempestivamente. In più, secondo Abete, c’è da considerare che l’operazione di Unipol, dato che negli accordi tra i partecipanti alla cordata c’è l’impegno a non vendere agli spagnoli, «ha impedito ogni potenziale rilancio del Bilbao». Abete ha anche detto di aver cercato telefonicamente Consorte: «Spero di parlargli presto e di concordare con lui ogni iniziativa utile a Bnl».
Quanto a Banca d’Italia il numero uno di via Veneto ha anche detto di avere inviato una lettera in cui si invitano le autorità di controllo a fornire una rapida valutazione «sulla comparabilità dell’Opa obbligatoria e sulla congruità del prezzo». Secondo Abete si pone anche il problema di regolare la discrezionalità di Banca d’Italia. Non tanto nel merito quanto nei tempi e nelle modalità di esercizio dei suoi poteri
Abete ha anche rivelato di avere interrotto nell’ottobre scorso i rapporti con il governatore Antonio Fazio. Il motivo: dopo numerosi contatti e un atteggiamento considerato evasivo di Bankitalia Bnl chiese con una lettera formale (senza aver avuto il via libera preventivo e violando una delle leggi non scritte di Palazzo Koch) l’autorizzazione all’aumento di capitale della banca romana.