Bnl: la procura chiede i verbali del consiglio che ha detto no a Unipol

Ultima settimana per l’aumento di capitale: forte rialzo per i titoli della compagnia. I documenti su Aurora all’esame dell’Isvap

da Milano

Forte ripresa, ieri in Borsa, dei titoli di Unipol, che hanno chiuso in rialzo del 3,7% a 2,3 euro. Una reazione di mercato all’avvicinarsi della chiusura dell’aumento di capitale, prevista per venerdì, che rappresenterà un altro passo avanti verso il lancio dell’Opa sulla Bnl. Ma da quando l’operazione (che corrisponde a una ricapitalizzazione da 2,6 miliardi) è partita, due settimane fa, il titolo aveva perso oltre il 15%, puntando a riallineare la quotazione verso il prezzo dell’aumento (proposto a 2,05 per azione). Secondo fonti di mercato, però, a spingere il titolo è stata anche l’accelerazione della cessione del 35% di Aurora alla cordata formata da Finsoe (azionista della stessa Unipol), Kora, Ariete e Clessidra. Operazione che era stata in qualche modo sollecitata dall’Isvap per poter completare gli elementi di valutazione necessari per dare l’ok all’Opa. Un via libera che comunque non dovrebbe arrivare entro questa settimana (come speravano i vertici della compagnia), proprio per il tempo necessario a esaminare a fondo tutta la documentazione, compresa quella riguardante l’operazione Aurora.
Sull’Opa Bnl continuano per altro ad addensarsi nubi di carattere giudiziario. L’inchiesta romana che riguarda le modalità con le quali la società guidata da Giovanni Consorte è arrivata a lanciare l’Opa, va avanti. E ieri la procura ha acquisito il verbale del consiglio di amministrazione della Bnl che la scorsa settimana ha espresso parere negativo sull’Opa lanciata da Unipol. Secondo fonti giudiziarie, la procura ha acquisto anche altra documentazione e i magistrati (il procuratore aggiunto Achille Toro e il sostituto Perla Lori) sono in contatto con Milano. Venerdì scorso il consiglio della Bnl ha valutato all’unanimità come congruo, ma non equo, il prezzo di 2,7 euro per azione offerto da Unipol, e ha giudicato non condivisibili le logiche industriali dell’offerta, evidenziando rischi sulla sostenibilità finanziaria dell’operazione.
Inoltre sono circolate, sulla vicenda Unipol, nuove intercettazioni telefoniche che rileverebbero quanto sia stato tortuoso il percorso attraverso il quale Consorte si è aggiudicato il pacchetto del 27% di Bnl degli immobiliaristi. In particolare, secondo quanto riportato dal Corriere economia, Consorte avrebbe sondato con scarso successo una moltitudine di possibili finanziatori (tra cui Unicredito, Royal Bank of Scotland e le sorelle Fendi) prima di trovare la quadratura del cerchio. Prospettando anche, in alcuni casi, la possibilità di avere posti in consiglio o il paracadute di opzioni put.