Bnl: slitta l’accordo tra Unipol e «contropatto»

Il «giallo» su un possibile rilancio del Bilbao. I cda approvano un piano industriale tipo «Ing» senza fusione

Marcello Zacché

da Milano

Dodici ore di riunioni, tra Bologna e Roma, non sono bastate ieri per chiudere la trattativa tra Unipol e il contropatto di Bnl, finalizzata alla conquista della banca. Il nodo rimasto aperto è quello dell’acquisto della quota del contropatto, il 27,4% del capitale di Bnl, a circa 2,7 euro per azione, da parte della cordata messa a punto da Unipol. L’appuntamento è per oggi, ore 7,30, per un’ultima riunione che dovrebbe servire per mettere la firma sull’accordo finale.
Secondo fonti vicine alla trattativa, lo slittamento a oggi è stato imposto dall’estrema complessità della composizione della cordata, ma tutti gli scogli sarebbero stati superati. Mentre ieri sera circolava anche la voce che gli immobiliaristi del contropatto sarebbero ancora in attesa di un possibile rilancio del Banco di Bilbao (che ha lanciato un’Ops in titoli sul 100% a un controvalore intorno ai 2,5 euro). Voce che non ha trovato alcuna conferma, anche perché gli spagnoli sembrano ormai avviati a intraprendere le vie legali. In ogni caso si capirà stamattina se l’operazione è stata effettivamente chiusa nella notte o se si protrarrà ancora. Nel primo caso i dettagli della transazione dovrebbero uscire prima dell’apertura della Borsa, nel secondo sarà inevitabile la sospensione di tutti i titoli coinvolti.
Per il fronte Unipol la questione si era chiusa nel primo pomeriggio, dopo lo svolgimento dei cda della società e delle controllanti Finsoe e Holmo (la «scatola» delle cooperative che controlla la compagnia): tutti avevano approvato il piano del presidente e ad di Unipol Giovanni Consorte per rilevare le quote del contropatto, anche con altri partner, per poi puntare al controllo della Bnl. Ai consiglieri è stato anche presentato, e lo hanno approvato, il piano industriale messo a punto da Consorte. Poi Consorte, con il vicepresidente e secondo ad Ivano Sacchetti, sono volati a Roma per incontrare il contropatto guidato da Francesco Gaetano Caltagirone.
Lo schema finale dovrebbe prevedere l’acquisto del 27,4% del contropatto attraverso la divisione della quota tra diversi soggetti, tra i quali la Hopa di Emilio Gnutti, quattro cooperative e alcune banche italiane tra cui Carige, Popolare Emilia, Popolare Verona e Novara. Ieri alla riunione del contropatto era presente anche Giampiero Nattino, titolare del 2% di Bnl: non è escluso che anche questa quota finisca alla cordata Unipol. Se questo sarà lo schema, Unipol (che controlla il 15% di Bnl) sarà obbligata a lanciare un’Opa su Bnl a un prezzo obbligatorio di circa 2,5-2,6 euro per azione, in concerto con gli altri soci che hanno causato il superamento di fatto della soglia del 30%.
Per quanto riguarda il piano industriale, non dovrebbe comunque prevedere, né ora né in futuro, una fusione Unipol-Bnl. L’integrazione delle due attività, assicurativa e bancaria, dovrebbe avvenire su un piano di «sinergie reciproche», con un modello che potrebbe assomigliare a quello del gruppo olandese Ing, famoso in Italia per la remunerazione al 4% dei cc online, che vende sul mercato prodotti d’investimento di ogni tipo: dal mutuo alla unit link.