Bnl, Unipol avanza: l’aumento di capitale ai primi di ottobre

Consorte agli analisti: «Resteremo al 51%, il 13% sarà in vendita. Nessun taglio all’occupazione e nella banca tornerà un ad»

Marcello Zacché

da Milano

Nessuna esitazione per Giovanni Consorte, che marcia deciso verso la Bnl. E detta il calendario dell’operazione. Ieri l’amministratore delegato di Unipol ha presentato alla comunità finanziaria l’Opa sulla banca romana. E nei prossimi giorni partirà per un mini-road show a Parigi e Londra.
Le critiche che continuano ad arrivargli sia dal lato «mediatico» (Guido Rossi ha ieri dichiarato in un’intervista che le coop non dovrebbero comprarsi le banche), sia dalla stessa Bnl (il presidente Luigi Abete resta battagliero e nel cda del 30 settembre potrebbe mettere nuovi bastoni tra le ruote di Unipol) non lo impesieriscono. E ieri, nella sede di Aurora a San Donato Milanese, ha parlato per quasi 4 ore consecutive per convincere tutti della bontà del modello integrato banca-assicurazione. Portando a supporto i buoni risultati ottenuti da Unipol Banca. Ma anche dalla sua stessa Unipol che, ha ricordato, «dopo soli 40 anni, visto che siamo nati nel 1963, siamo rimasti una delle tre uniche compagnie italiane quotate». Le altre sono Generali e FonSai, mentre Ras sta per lasciare il listino.
La prossima settimana Unipol dovrebbe pubblicare il prospetto relativo all'aumento di capitale da 2,6 miliardi finalizzato all'Opa sulla Bnl, aumento che dovrebbe poi partire agli inizi di ottobre, mentre verso la fine di ottobre dovrebbero giungere le autorizzazioni da parte della Banca d'Italia e dell'Isvap che devono esprimersi sulla congruità dell'offerta. Questa la tempistica di Consorte. «Noi siamo sicuramente tranquilli dal punto di vista della solvency - ha aggiunto riferendosi ai requisiti patrimoniali che stanno alla base delle valutazioni Isvap e Bankitalia -, altrimenti non ci saremmo messi in questa operazione. Preferiamo comunque aspettare che l'iter delle autorità sia completato. Al di là delle maldicenze, i numeri sono lì che parlano da soli».
Entrando nel dettaglio, è emerso l'assetto proprietario di Bnl post-Opa. L’obiettivo Unipol è di mantenere il 51% circa dal 64,77% di quota massima che la compagnia potrebbe raggiungere dopo l'offerta: di questi il 13,77% sarebbe disponibile alla vendita. Il 4,88% sarà invece detenuto da Deutsche Bank, il 4,86% da Nomura, il 4,46% da Csfb, il 3,87% da Bper, il 3,92% dalle cooperative, il 7,41% da banche italiane (tra cui Carige, Bpvi e Bpi) e il 5,86% da altri soci (tra cui Hopa, Sias e Alvaro Pancotto). Inoltre Consorte ha assicurato che in Bnl ritornerà la carica di amministratore delegato. Nessun problema, ha poi promesso, per i soci Unipol: «Non ci saranno ripercussioni. Anche se il Roe del gruppo nel 2006 e nel 2007 sarà inferiore a quello che Unipol avrebbe avuto da sola, poi recupererà dal 2008».
Rassicurazioni anche dal punto di vista occupazionale sono giunte da Consorte: «Penso che non avremo nessun problema coi sindacati, non sono in vista tagli di personale».