Bnl, Unipol ci crede ancora: pronti per l’Opa nel 2005

Il parere Isvap in Bankitalia. I 100 giorni e il «nodo» del miliardo in più

Marcello Zacché

da Milano

Il parere dell’Isvap sull’Opa Unipol-Bnl è stato inviato ieri a Bankitalia, che diventa ora l’unico arbitro. La compagnia bolognese ha smentito di aver visionato la documentazione «in anteprima», come riportato ieri da qualche organo di stampa.
Il contenuto del parere Isvap non è infatti disponibile per le parti in causa, anche se ieri si è avuta conferma che la valutazione effettuata dall’Authority ha riguardato esclusivamente «le componenti assicurative dell’operazione di acquisizione di Bnl da parte di Unipol». Valutazioni, si legge nella nota dell’Isvap, «espresse su richiesta della Banca d’Italia nell’ambito dei rapporti di collaborazione istituzionale tra le due autorità». Nel quartier generale di via Stalingrado, a Bologna, la situazione è seguita con ottimismo. Il fatto che l’Isvap abbia valutato gli aspetti assicurativi dell’operazione è stato decriptato come un via libera al primo dei tre quesiti in cui si compone, di fatto, la questione: se possa o meno Unipol, come assicurazione, lanciare un’Opa per conquistare una società delle dimensioni di Bnl. Su questo punto il numero uno del gruppo, Giovanni Consorte, si sente ora più tranquillo.
Restano da superare altri due problemi. Ma che potrebbero, almeno dal punto di vista della stabilità, essere consequenziali. Il primo è che succede se questa società è una banca. Il secondo è se tale aggregazione, che rientra sotto il cappello dei «conglomerati finanziari», sia o no sostenibile dalle risorse che Unipol ha messo sul piatto. Consorte è «confidente» perché, in questi ultimi 100 giorni, ha effettuato vari ritocchi agli aspetti patrimoniali necessari per aumentare la solvibilità, vero punto critico dell’operazione.
L’aumento di capitale da 2,6 milioni è cosa fatta. L’emissione del bond da 1,4 miliardi è garantita. Per il 35% di Aurora (700 milioni) ci sono i soldi delle coop già sul tavolo. E a queste risorse si sono aggiunte un aumento di capitale da 300 milioni di Unipol Banca e altri 200 milioni di prestito subordinato della stessa Aurora (che vanno conteggiati al 50% in termini di ratios). Oltre a opzioni a vendere (put) sul 12% di Bnl a 1,5 euro per azione, che valgono altri 550 milioni. Quasi un miliardo di «coperture» in più rispetto al progetto originario, che per Consorte dovrebbero valere il passaporto di Bankitalia. Magari pure in tempi brevi, entro il 18 dicembre, per partire con l’Opa prima di Natale.