Bnl: Unipol lancia la sua Opa a 2,7 euro

Massimo Restelli

da Milano

Cammina sulla rete protettiva di tre patti di sindacato l’Opa da 4,8 miliardi (2,7 euro per azione) con cui il presidente Giovanni Consorte intende unire le forze di Unipol e di Bnl per dare vita a un gruppo costruito sul modello dell’olandese Ing. Un trama complessa che Consorte ha iniziato a tessere ieri rilevando, insieme a Hopa e a una cordata di banche internazionali, il 27% di Via Veneto dalle mani del contropatto guidato da Francesco Gaetano Caltagirone.
Ragnatela Unipol al 41%. Dopo lo stop tecnico di domenica notte, la quadratura del cerchio è stata trovata in mattinata al quarto summit con gli immobiliaristi che hanno sciolto il contropatto passando la mano a 2,7 euro per azione. Nella veste di compratori Consorte ha schierato un mix di investitori con cui ha stretto accordi parasociali per un totale del 41% di Bnl (41,96% senza considerare l’effetto delle stock option). Al primo sul 30,86% del capitale che lega Unipol, Hopa, Nomura, Carige e il mondo delle coop (Adriatica, Estense, Nova Coop e Talea Immobiliare), si affianca infatti l’asse tra la compagnia e il Csfb (4,18-4,5%) e quello con Popolare Italiana, Popolare di Vicenza, la Sias di Marcellino Gavio e l’avvocato Alvaro Pascotto (6,6%). Una ragnatela, corredata da opzioni incrociate di compravendita e il vincolo a non aderire all’Ops del Bilbao, con cui la cordata di Consorte (che ha siglato anche un periodo di lock up) si prepara ad affrontare l’Opa obbligatoria sul restante 59% di Via Veneto.
L’Opa, sul piatto 2,7 euro. Con un occhio rivolto alla battaglia legale minacciata dagli spagnoli, Unipol offrirà a tutti i soci la stessa cifra incassata dagli immobiliaristi: 2,7 euro. L’Opa dovrebbe scattare a settembre per un esborso da 4,8 miliardi interamente sostenuto da Unipol che salirebbe così al 73,58% della banca presieduta da Luigi Abete. Anche se ad alleggerire l’impegno della compagnia potrebbe intervenire (per 400 milioni circa) un altro accordo siglato con Deutsche Bank probabilmente riferibile al 4,9% di Bnl prima in capo a Stefano Ricucci.
L’aumento da 2,6 miliardi. A sostegno dell’Opa, Unipol prepara dismissioni per 1,5 miliardi, l’emissione di strumenti subordinati per 1,2 miliardi e una ricapitalizzazione da 2,6 miliardi in agenda nel quarto trimestre una volta ottenuto il via libera dei soci. In campo ci sarà la holding Finsoe che accompagnerà il piano con cui Consorte (assistito da Alessandro Pedersoli e dallo studio Vitale & Associati) punta a trasformare Unipol nel quarto gruppo finanziario del Paese per ricavi totali, con una posizione di leadership nella bancassurance e quasi mille sportelli radicati in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. A regime, tra costi e ricavi, le sinergie ammonterebbero a 500 milioni.
Girandola ai blocchi. Firmata l’intesa con Consorte, i contropattisti hanno riversato le proprie quote sul mercato dei blocchi in una girandola di scambi che ha coinvolto, oltre a Caltagirone (seguito dall’advisor Gianni Origoni), Stefano Ricucci, Danilo Coppola, Vito Bonsignore, Giulio Grazioli e i fratelli Lonati. Abbastanza, calcolando le quote sistemate nelle mani amiche di Popolare Vicenza, Finnat e Bper (salita al 3,96%) per proiettare il fronte Unipol al 53% di Bnl.
Il Bilbao e la plusvalenza. Malgrado l’affondo di Unipol, il Bilbao ha confermato i termini della propria Ops senza alcun rilancio. L’offerta scade il 22 luglio e, considerando le attuali quotazioni di Borsa, valorizza 2,646 euro ogni titolo Bnl (più 1,2% a 2,7 euro in Piazza Affari mentre Unipol ha ceduto il 2%). Gli spagnoli, che incasserebbero 520 milioni di plusvalenza dall’Opa di Consorte, sembrano tuttavia considerare la partita aperta. Un primo segnale arriverà oggi dalle Generali che, mentre sembra allontanarsi la ventilata conferenza stampa di Abete, dovrà decidere a chi affidare il proprio 8% scegliendo tra un’Ops già in corso e un’Opa che per ora è solamente sulla carta.