Bnl, Unipol non molla: «Opa entro l’anno»

Consorte in visita alla Banca d’Italia. Tutto sottoscritto l’aumento di capitale

Marcello Zacché

da Milano

Giovanni Consorte ci crede ancora: per l’ad di Unipol l’Opa sulla Bnl può partire entro l’anno. Lo ha, seppur indirettamente, svelato ieri il consiglio della compagnia bolognese, che ha modificato l’accordo con le banche finanziatrici dell’operazione da 4,5 miliardi: la scadenza dell’impegno a garantire il pagamento delle azioni, fissata originariamente a domani, slitta al 30 dicembre. Segno che per quella data Consorte conta di aver almeno avviato l’Opa, che per ora continua ad aspettare il via libera dell’Isvap (l’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni) e della Banca d’Italia.
Per questo (oltre che per comunicare l’intera sottoscrizione dell’aumento di capitale da 2,6 miliardi) l’ad di Unipol ha fatto ieri visita a Palazzo Koch, per la seconda volta nel giro di otto giorni. Segno che qualcosa si sta muovendo. Anche perché, in mezzo alle due visite, Isvap e Bankitalia hanno definito le norme sui conglomerati finanziari (banche-assicurazioni), senza le quali mancava un punto fondamentale su cui fare riferimento per valutare stabilità e solidità patrimoniale del progetto Unipol-Bnl. Gli uomini di Unipol sarebbero andati anche da Isvap, nei giorni scorsi, per concordare la preparazione di ulteriore documentazione, «informazioni aggiuntive che Unipol, deve inviare all’Isvap» ha detto una fonte finanziaria.
In questo quadro tutto fa pensare che l’iter autorizzativo necessiti ancora di qualche tempo. Ma che si possa concludere in tempo utile perché l’Opa, originariamente prevista per questa settimana, possa prendere il via entro la fine dell’anno, per poi concludersi anche nel 2006 (il periodo è di solito di un mese). Un rinvio totale all’anno prossimo, invece, renderebbe tutto più problematico. A cominciare dalle integrazioni che Consob potrebbe chiedere al prospetto (per esempio dati di bilancio più freschi).
Nello stesso tempo il cda di Unipol ha alzato il livello dello scontro con l’attuale vertice della Bnl, incaricando i propri legali di diffidare il management della Bnl a completare la cessione delle attività argentine. Tale operazione, che sarebbe alle battute finali, per Unipol violerebbe la passivity rule, la norma che impone alle società-obiettivo di un’Opa di astenersi da operazioni straordinarie per non modificare gli asset oggetto dell’acquisizione, per i quali è già stato deciso un prezzo (nel caso dell’Unipol, 2,7 euro per azione Bnl).
Intanto Unipol ha annunciato di aver ricevuto per Aurora un’altra offerta, dalla società Scenario srl, che lascerebbe comunque le cose in «famiglia». Scenario come dice la nota del cda, è infatti una «società di emanazione del movimento cooperativo nazionale», che ha presentato una proposta di acquisto per il 9,99% di Aurora per 214,75 milioni, valida fino al trentesimo giorno lavorativo successivo alla chiusura del periodo di adesione all'Opa. La proposta è analoga a quelle già ricevute da Finsoe, Kora e Ariete, per un massimo del 35% di Aurora.