Bnp Paribas: «In Italia non solo Bnl»

«Findomestic strategica». I progetti su Fidis. Il 3 agosto il nuovo piano industriale

Marcello Zacché

nostro inviato a Parigi

Dopo aver scalato la Bnl, il messaggio che Bnp Paribas manda da Parigi a Roma è rassicurante: «Non siamo e non saremo invasori». Lo dice il presidente Michel Pebereau, facendo il punto sul «dossier Italia» insieme con il direttore generale Baudouin Prot, e annunciando per il 3 agosto la prima semestrale del gruppo allargato alla banca romana. Con tanto di nuovo piano industriale, aggiornato dopo l'operazione Bnl. Che potrebbe prevedere nuovi sportelli italiani, e forse qualche esubero. «Bnp Paribas è una banca europea prima che francese - dice Pebereau - come dimostrano i 140mila dipendenti del gruppo, dei quali solo 55mila sono in Francia. E l'operazione Bnl è un'operazione europea».
Ora l'Italia diventa il secondo mercato in ordine d'importanza per il gruppo Bnp, che intende sviluppare con Bnl tutti i propri settori di attività, puntando a una posizione di leadership. Di certo «puntiamo a esserlo nel settore dei derivati», dice il responsabile dell'investment banking, Jacques D'Estais. Ma non solo in quello e l'impressione è che i circa 800 sportelli della banca romana potrebbero non essere sufficienti. Ma sull'ipotesi che Bnp stia già ragionando su un'altra acquisizione, di una piccola banca o di singoli sportelli, i vertici non vogliono sbilanciarsi. «È troppo presto per dire di più», dice Prot, che aggiunge: «per ora 800 sono un buon inizio».
E sui possibili esuberi nessuna ammissione, ma neanche un'esclusione netta: «Dobbiamo sicuramente raggiungere determinati obiettivi di efficienza e sviluppo». E non c'è solo Bnl nei progetti italiani. Il dossier comprende anche Findomestic (la joint venture con Carifirenze nel settore del credito al consumo) e l'offerta per Fidis, la «banca» della Fiat per il finanziamento all'acquisto di auto. Sul primo punto Parigi è determinata a tenere le posizioni: «La partecipazione in Findomestic è strategica», dice Prot. Mentre su Fidis, per il cui 50% Bnp è in gara insieme con Deutsche Bank, Crédit Agricole e SocGen, «l’offerta è in corso, non posso dire nulla». Poi c'è la partita Euronext-Borsa Italiana. La possibile aggregazione piace a Pebereau, che parla in duplice veste: da azionista di Euronext tramite Bnp con l'1%, e di Borsa tramite Bnl con oltre il 5%: «Siamo molto favorevoli all'ingresso di Borsa Italiana. Ma dipenderà dai grandi azionisti bancari».