Bnp Paribas presenta la Bnl del futuro

Marcello Zacché

da Milano

Bnl inizia oggi a parlare francese. Il consiglio della banca romana è convocato stamane a Roma per approvare il piano di sviluppo che i francesi di Bnp Paribas hanno messo a punto in questi ultimi tre mesi, da quando l’Opa totalitaria da 9 miliardi è andata in porto. Mentre domani toccherà ai sindacati. Il «succo» del piano sarà organizzativo: non si tratterà di un piano d’impresa con tanto di obiettivi numerici pluriennali, quanto più della definizione delle griglie entro le quali verrà ridisegnato l’istituto presieduto da Luigi Abete.
Delle 12 diverse divisioni operative tradizionali ne resteranno quattro: il retail (sportelli e gestioni patrimoniali), il corporate (imprese e pubblica amministrazione), il corporate e investment banking (banca d’affari) e le cosiddette operation, cioè il supporto operativo sull’information technology. Una divisione che, pur essendo meno visibile, rappresenterà in verità un punto chiave: è proprio su questo fronte che gli «gnomi» venuti da Parigi hanno trovato più lavoro da mettere in cantiere per uniformare le due strutture bancarie. Le quattro divisioni dipenderanno a livello nazionale dalla direzione generale, mentre a livello di gruppo faranno parte dei comparti in cui è divisa la stessa Bp Paribas nel mondo. Il piano presenterà anche una nuova governance.
Per il resto il piano prevede l’applicazione di due principi elementari: l’eliminazione delle duplicazioni e la fornitura integrata delle attività pressoché assenti in Bnl. Dal primo lato, per esempio, verranno integrate le filiali estere dove operano entrambe le banche: da Singapore a New York non avrà senso avere doppioni. Per il secondo aspetto Bnl si arricchisce di alcuni marchi storici di Bnp Paribas, come Arval (flotte aziendali) o Findomestic (credito al consumo). Niente Fidis, invece. L’amministratore delegato di Bnl, Jean-Laurent Bonnafé avrebbe gradito portare in consiglio anche la lieta novella dell’acquisizione della banca che finanzia la rete Fiat, ma è stato battuto sul filo di lana dal Crédit Agricole. Il tutto andrà sotto un nuovo marchio: non più Bnl, ma Bnp Paribas Bnl, con la grafica importata del gruppo francese: le quattro stellete verdi che si trasformano in rondini in volo.
Su altre questioni il piano potrebbe fornire indicazioni attese dal mercato: si tratta della quantificazione degli esuberi e degli accantonamenti. Sul primo fronte verrà ribadito che gli strumenti per gestire le uscite (attese nell’ordine di qualche centinaia su 16 mila dipendenti) saranno morbidi e mirati ad accontentare gli interessati. Mentre sul secondo è attesa un’indicazione sulla cifra finora circolata, pari a 800 milioni di nuovi accantonamenti.