Boa, Sneijder, Maicon Quando gli infortuni hanno un doppio senso

C’è notturna e notturna. Lo sanno bene i giocatori, ma pure gli allenatori ed anche i dirigenti. Prenditela pure con il gelo delle partite di notte, con il campo mefitico di San Siro o i campi di patate sparsi per l’Italia pallonara, addossa le colpe al numero di partite eccessive e agli interventi trancianti di difensori e centrocampisti, ma sarà un caso se poi ti ritrovi con la lista dei soliti noti. Sì, quelli che il calcio... è tutto un infortunio. Uno dietro l’altro. Vedi Pato a San Siro e poi l’infermeria: fermo 4 settimane per lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. Pensi a Boateng e poi scompare per un mese. Torna Sneijder ma si rincorrono le voci sulle abitudini wisky, champagne and soda, e ti domandi: chissà quanto dura. Maicon ormai è più bravo di Oudini, nel senso di far scomparire ogni traccia. Salvo farsi scoprire poco reattivo sul pianerottolo di casa di prima mattina. Gli capita tra un infortunio e l’altro, salvo riscattarsi con gol meraviglia come quello di ieri col Genoa.
Ormai si inseguono le battute e magari qualche verità. Un vecchio navigatore dei mari calcistici come Emiliano Mondonico non smette mai di ripetere a giovani e attempati: «Bisogna controllare la vita dei calciatori, è indispensabile per la salute e la buona resa». Zanetti e tanti altri insegnano. Ma è pur vero che la dolce vita c’è sempre stata. Antonio Valentin Angelillo ci rimise il posto nella Grande Inter ed è solo uno dei casi più famosi.
Oggi i calciatori sono meno seguiti, pedinati, stressati dal “formato caserma“ imposto dagli allenatori di un tempo. Lo stress del calciatore moderno comincia quando lascia il campo d’allenamento. In questi giorni abbiamo visto cadere, ricadere, rischiare, i soliti noti. Già perchè ti vien da pensare quando Melissa Satta racconta che con Boateng è tutto un dolce amore, condito da sesso per 7-10 volte alla settimana, senza preliminari e secondo la sua posizione preferita: io sopra, lui sotto. A dimostrazione che non è solo Allegri a farlo stare basso. Dici viva Boateng, ma poi quando il Milan deve farne a meno per qualche mese? Non hai il coraggio di pensare che può essere solo un caso. I due sono stati recentemente pescati in un noto locale di Olbia, cittadina sarda dove hanno passato le feste natalizie per conoscere i genitori di lei. Come dire che, fra di loro, la “notturna“ non è tutto. Melissa ben conosce le abitudini dei giocatori: da Vieri in poi ha fatto esperienza. Potrebbe gestirli meglio lei di un allenatore....
Al bando i malpensanti, ma i guai muscolari di Pato sono cominciati quando il Papero si è guardato intorno nel giro di vita: prima dicevano fosse portato sulla cattiva strada da Ronaldinho (un altro col vizietto notturno), ora ha una fidanzata stabile che è comunque diverso dall’essere pantofolaio sposato. Si fa male solo a San Siro (7 su 9 infortuni in due anni), osservano i più attenti. Il problema è che si fa male troppo spesso e il piacere di divertirsi può prendere il sopravvento sulla vita da atleta. Che poi sprechi l’allenamento è altro discorso. Che in partita provi scatti che in allenamento nemmeno si sogna tanto da rischiare l’incidente, è altro. Intanto Striscia la Notizia gli ha affibbiato un Tapiro e Barbara ha tranquillizzato tutti: «Guarirà presto». Se lo dice lei...
Parliamo dei casi che saltano all’occhio: Bobo Vieri non si è negato i piaceri (e pare replichi pure da ballerino) e si è infranto contro sofferenze fisiche, e così Ronaldo e peggio sono stati i fuori campo di Adriano. Ora tocca a Sneijder, adorabile bambinone che ci fa sapere di tutto su Twitter e non si nega alle notti lunghe. Di recente lo hanno raccontato in scanzonata libertà con Balotelli in un club di Milano. Wesley bicchiere in mano ma di qualità, s’intende. Lascia dietro di sè bottiglie e Magnum ed anche conti da far rabbrividire: vola alto, dai 10 ai 40 mila euro. Non è detto che i continui infortuni siano conseguenza diretta delle sue passioni, però lasciano il dubbio: anche all’Inter che non gradisce tali performances.
Molto più astuto Maicon che sa nascondere tanto e bene, raramente si fa beccare sul fatto. Poi, sul campo, mette il turbo e dimostra di essere un Superman. Stesso stile dei giocatori inglesi, abituati a pinte di birra ma a tutto gas quando giocano. E nessun pensi: niente sesso, tanto sono inglesi. Si è persa pure questa tradizione.