Boateng-Seedorf, la Signora s’inchina

Rossoneri con tante assenze, ma stendono la Juve in due mosse. Poi Vucinic tenta la rimonta.
La squadra di Allegri si conferma, quella di Conte si vede solo nella ripresa

Milano Ancora una festa. Vince il Milan riportando a casa il trofeo di famiglia. In tribuna Berlusconi e un Agnelli, una notte d'altri tempi. Due gol per metter al muro la Juve, abbastanza per vincere, chiudere la partita in un tempo, eppoi cominciare a soffrire la partita bianconera iniziata con un tempo di ritardo. Il meglio del calcio milanista è stato un bozzolo aperto dalle scorribande e dal gol di Boateng, libero e bello nell'esecuzione e quelli della Juve a guardare: calcio in libertà o calcio d'estate? Un bel calcio quello di Boateng. Solita difesa burrosa quella juventina. E non dite: calcio estivo...

Inquietante il primo tempo della gente bianconera. Meglio i tifosi(sembravano più numerosi dei milanisti) che la squadra: riflessi lenti in difesa, Vidal poveretto annaspante a caccia di una logica al suo calcio che non dev'essere quello che gli propone Conte. Juve inconsistente sulle fasce laterali. Milan debordante nel gioco raffinato. Eppure i rossoneri mancavano di cinque titolari, o quasi: Pato, Ibra, Thiago Silva, Van Bommel. E la Juve ha fatto la parte del pavone con la miglior squadra(solo Barzagli fuori per febbre).

Ma il Milan ha messo in campo il suo gioco, la capacità di entrare subito in partita, quel pizzico di grinta che non guasta, un assetto più collaudato nonostante la scarsa consistenza di Emanuelson e l'infortunio che ha tolto presto di mezzo lo scatenato Boateng. Perfino Taiwo, uno della serie "il pericolo è il mio mestiere", ha restituito credibilità al suo giocare, salvo uscire in barella all'inizio della ripresa.

A volerla dire tutta, Seedorf ha dimostrato perché Pirlo non era più necessario in questa squadra: il gol, anzi quella punizione ricamata per far venire i nervi a Buffon sempre un po' troppo immobile, è stato il babà su giocate sicure e quasi mai banali. La Juve ha acceso i motori ma poi si è spenta. Saranno già spariti dal viso i sorrisi illuminati dal giocare di Pirlo che, ieri, è tornato un routinier di successo.

I difensori si sono dilettati in antiche brutte abitudini. Matri si è battuto da leoncino in gabbia, ma un colpo iniziale lo ha costretto a lasciar posto a Del Piero nel finale del primo tempo. Vucinic si è distratto per circa 50 minuti, poi alla prima palla decente(chapeau all'assist di Del Piero) ha infilato il Milan e la sua difesa. E questi sono i segni della classe, distillata controppa parsimonia. Marchisio ha dato consistenza a metà campo facendo anche filare uno dei pochi palloni velenosi verso la porta di Abbiati: finito sul palo.

Il 2-0 del primo tempo è stato un risultato stranamente esatto per le abitudini del pallone. Il Milan ha dimostrato che si può giocare in attacco anche senza goleador. Cassano ha infilato un paio di palloni da mal di pancia per Buffon, poi è finito nelle nebbie. Seedorf lo ha imitato al tiro, spegnendo la luce della Juve dopo meno di mezzora. Mezzora è un po' poco per pensare di infilarsi nel testa a testa del campionato di Milan e Inter. Se è vero che il Milan ha bisogno di qualche rinforzo a centrocampo, è altrettanto evidente che la Juve deve cominciare a chiedere miglior consistenza ai nuovi arrivi ed anche ai vecchi: Krasic ci fai o ci sei? Quando il duo Vucinic- Del Piero si è messo d'impegno, si sono visti i risultati.

Ma ci voleva così tanto a svegliarsi?
Ecco, questa è la Juve dei punti di domanda, ma tra una settimana comincia il campionato. Invece il Milan può sorridere per il piccolo Boateng (ha preso un palo nel finale) ma deve preoccuparsi dei troppi infortuni: basta leggere la lista dei cambi. Ogni partita una botta.