Bob Geldof torna al suo «primo amore»

Dopo gli impegni come organizzatore di eventi di beneficenza, l’ex leader dei Boomtown rats torna a suonare

Simone Mercurio

Un anno fa di questi tempi organizzava il «Live 8», otto concerti-evento per l’Africa e contro la povertà che da Londra a Roma, da Philadelphia a Berlino hanno portato sul palco il gotha del rock mondiale, con chicca speciale per la reunion una tantum dei Pink Floyd nella capitale britannica. Patron di tutto questo è stato Bob Geldof, cinquantacinquenne cantante e musicista irlandese, questa sera in concerto al Centrale del Tennis, dalle 22.
Celebre forse più per il suo impegno nell’attività di beneficenza che per la sua musica, Geldof è al tempo stesso musicista, scrittore, attore, produttore televisivo, politico e opinion leader. È un personaggio simpatico Geldof, immaginifico, generoso e anche sfortunato. In realtà si potrebbe andare avanti all’infinito nel gioco di trovare aggettivi per il musicista, perché quasi 30 anni di presenza sulla scena hanno prodotto uno strano e contraddittorio personaggio il cui talento è sempre un passo avanti, o forse un passo indietro, o meglio ancora un passo di lato, rispetto al pubblico.
Questa sera al Foro Italico ci sarà l’artista che un tempo alquanto lontano era in testa alle classifiche di tutto il mondo. Ci sarà l’attore del celebre film ispirato a «The Wall» dei Pink Floyd, e ci sarà, naturalmente, l’organizzatore dei due più grande eventi benefico-artistico della storia (Live Aid dell’85 e Live 8 del 2005). Sul palco del Centrale del Tennis ci sarà infine l’eterno candidato al premio Nobel per la Pace, un personaggio che insieme a Bono degli U2, è uno dei pochi che dà del tu ai potenti della Terra. Uomo davvero poliedrico, dunque, ma unico Bob Geldof. «Nei miei necrologi parleranno di una mediocre rockstar che ha composto I don't like mondays e che ha organizzato Live Aid e Live 8. Ma io non ci sarò più e allora chi se ne frega...», ha dichiarato recentemente. Ma la musica di Bob, diciamolo, non è poi affatto male. È Irlanda, è terra di gnomi e folletti, di santi e profughi, dai grandi cieli e dalle verdi distese. Molti i pezzi acustici in repertorio, coinvolgenti, con la chitarra che accompagna gli strumenti, presenterà dal vivo le vecchie hit con i Boomtown Rats, gli ultimi successi solisti e probabilmente - fanno sapere gli organizzatori - anche qualche brano inedito.