Bobbio sulla via dei pellegrini

Bobbiesi di tutta Genova dovete esserci oggi, al Museo Diocesano, per la giornata di studio su Pellegrinaggi e monachesimo celtico. Tanti i bobbiesi che vivono a Genova; tanti i genovesi che ricordano Bobbio per l'appartenenza - circa mille anni dal 1014 - alla Regione ecclesiastica ligure. Su Colombano e Bobbio parla in apertura (ore 10) Gabriella Airaldi, organizzatrice dell'incontro. Con questa giornata Airaldi compie anche un atto d'amore verso una valle cara al padre, lo scultore Giovan Battista, di cui è la lapide per il sepolcro del Vescovo Zuccarino in Cattedrale. Colombano, evangelizzatore d'Europa, da ragazzo per seguire la sua vocazione scavalca il corpo della madre addormentata, stesa di traverso sulla soglia della sua stanza. A lui si deve una Regola così severa che provocò la diaspora di monaci bobbiesi, un po’ mollaccioni; sue le parole auree «Se togli la libertà, togli la dignità».
Tra i temi degli otto docenti da Università italiane, in primo piano il Monastero di Bobbio, tappa dei pellegrinaggi a Roma. Con un patrimonio fondiario dal Piemonte a Comacchio, testa di ponte verso la Tuscia longobarda, fa fiorire celle monastiche, produce grano, sale, vino, olio; custodisce manoscritti classici (1/5 della cultura latina pervenutaci), ha uno Scriptorium in cui si pratica l'arte della miniatura. Altro tema: il valore «espiatorio» dei pellegrinaggi. L'irlandese peregrinatio pro Deo era una sorta d'esilio, che nella società celtica incentrata su clan familiari costituiva il sacrificio più grande. Si spazia poi dalle vie dei pellegrini agli insediamenti bobbiesi in Maritima e Tigullio, ai Santi irlandesi in Toscana, agli itinerari di Patrizio e Cataldo, senza trascurare aspetti del folklore, indagando il monachesimo celtico tra Storia e scienze cognitive.
Nel pomeriggio (ore 14.30) uno dei tesori di Bobbio, il mosaico pavimentale dell'Abbazia (sec. XII), viene illustrato da Giuseppe Ligato nell'ambito della I Crociata.
Se le conclusioni (ore 17.45) spettano a Franco Cardini, pilastro della storiografia, altrettanto interessante a fine mattina (ore 12.15) Flavio Nuvolone (Un. di Friburgo) sul Rinascimento di Bobbio con Gerberto d'Aurillac. Gerberto (Papa Silvestro II, anno mille) incrociava in sé Occidente latino e scienza dell'Islam (cifre arabe, astrolabio). Nuvolone, nato a Ottone, direttore ed editore di Archivum Bobiense (rivista degli Archivi Storici Bobiensi fondata da Michele Tosi), è un altro innamorato di Val Trebbia. In Archivum ne ha illuminato storia, arte, paesaggio, memoria delle persone.