A bocca aperta per la mostra delle statue sacre

La Vergine col Bambino è una delle immagini più amate dall’iconografia sacra. Piena di grazia femminile e di fascino materno, la figura di Maria col piccolo Gesù è la protagonista di Sacre Presenze. Sculture lignee dal XIV al XVIII secolo, la mostra inaugurata ieri alla Fiera Nuova di Bergamo, all’interno delle manifestazioni «Bergamo Antiquaria».
Fino al 29 gennaio si potrà ammirare l’evoluzione del senso di bellezza in colei che per il mondo cristiano, e non solo - basti ricordare la sua venerazione anche nel bacino musulmano - è in assoluto la donna più regale e umile, Maria.
Quarantadue opere, provenienti da tutta Europa e raccolte dall’antiquario umbro Emo Antinori Petrini, unite per testimoniare la visione che in quattrocento anni l’arte ebbe della maternità divina, intesa sia nella sua dimensione concretamente terrestre sia nel suo stupore di preghiera estatica al cospetto del soprannaturale. Dal monocromatismo di un’opera lignea, ai gentili colori che per tradizione virano all’azzurro, all’oro, ma non disdegnano l’imperiale magnetismo del rosso, le statue esposte raccontano il volto e il corpo di Maria: la semplice ancilla domini con il velo morbido e virgineo, il mantello ricco e l’abbraccio intorno al Figlio, oppure la Regina Coeli incoronata nello splendore della sua unica maternità. Opere scolpite nella materia degli alberi, a ricordare come questa donna sia la grande Pianta della Vita, cantata da poeti e artisti di ogni secolo ed estrazione.
La Madonna in trono con Bambino, risalente al XIII secolo è in legno di pioppo e proviene dalla Valneriana. Un’altra statua è attribuita alla cerchia di Andrea Pisano (1340 circa). E’ mirabile la delicatezza della mano destra di Maria che coccola il piede del suo cucciolo, un gesto che toglie al rapporto tra madre e figlio la rigida impostazione di una maternità di maniera. Dolce e delicata questa carezza, gioco d’intimo affetto che accresce l’unanime sostanza di luce amorosa tra Madre e Figlio.
Espressioni di spiritualità, ma anche «fiori» di una corporeità che nella fede è tipica di Maria, l’unica persona sacra che nel mondo cristiano ha sempre avuto per i fedeli non solo un’anima soave ma soprattutto un corpo materialmente presente, in cui i tratti di una bellezza sovrumana si uniscono agli attributi di una fisicità creaturale, le opere presenti a Bergamo provengono dal Palazzo del Capitano di Todi. Un viaggio nello Spirito femminile di Dio.